Bob Sinclair: Far L’Amore

Un singolo con un piccolo omaggio a un celebre brano della Carrà, basterà questo ad assicurare il successo? Certo, se ti chiami Bob Sinclair

Bob Sinclair

Far L’Amore

(Cd, X Energy Universal)

Happy Addicted-to-Money, house

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far-lamore-raffaella-carra-bob-sinclairE’ con gran tristezza e dispiacere che mi trovo a recensire un singolo che, aldilà di opinioni che sono personalissime, è probabilmente destinato a diventare un tormentone che ammorberà l’estate a venire. Mi riferisco a Far L’Amore, remake di un brano di Raffaella Carrà del 1976.

Il motivo di tale apertura lo chiarirò nelle righe a venire, in quanto, anche se potrà sembrare strano, stimo molto Christope Le Friant, vero nome dell’artista francese noto come Bob Sinclair.

Ed è proprio perché lo stimo che sarò feroce nei suoi confronti. Ad esempio, come si spiega una involuzione tale dai tempi di The Ghetto oppure Ultimate Funk, o anche l’album Paradise del 1998, fino ai brani che ci hanno accompagnato negli ultimi anni come Love Generation, World Hold On ecc..?

Come è possibile che un artista, peraltro contemporaneo di formazioni come Daft Punk (addirittura aveva collaborato con loro in Gym Tonic), Air, Cassius e il fior fiore della scuola disco-funky francese, che agli inizi carriera aveva sviluppato un personale suono fondendo hip hop, disco e funky, finisca a produrre roba dozzinale e a rinnegare le proprie origini?

E  ancora, che spiegazione plausibile ci può essere al fatto che il suo nome venga oggi accostato ai grandi nomi del French Touch, il che vale a dire paragonare un abusivo a uno con regolare licenza? Forse un fatto anagrafico?

In realtà, le risposte a questi quesiti sono molto complesse, e cercherò di semplificare al massimo per dare un’idea di come stanno le cose.

Bob, come del resto molti suoi contemporanei, ha subito in pieno la metamorfosi che ha caratterizzato l’elettronica dance nell’ultimo decennio. In particolare l’amore per la musica e la mania ossessiva di andare a caccia di vinili, sono state sotterrate da: culto della personalità, cachet stellari e nomi divenuti brand commerciali.

Sinclair e il suo collega Guettà rappresentano i picchi massimi di questo fenomeno, da comprimari di tutto rispetto con personale gusto e stile negli anni ’90, a nuove rockstar elevate al rango di divinità durante il primo decennio del nuovo millennio, interessati più a prodotti musicali che li rendessero novelli Donald Tramp, piuttosto che rispettati e affermati artisti.

Per questi motivi ho definito involuzione il percorso dell’artista francese, poiché da produzioni di tutto rispetto, è trasceso nell’unica cosa che sembra interessare il mondo contemporaneo: il profitto.

Ora diamo uno sguardo al singolo Far L’Amore, singolo di molto dubbio gusto, privo di qualunque consistenza ritmica e di suoni degni di essere considerati, destinato solo ad entrare in circolo all’ascoltatore, rendendolo così dipendente. Poca è anche la differenza tra la radio edit e il club mix.

Quest’ultimo è totalmente privo della dirompente forza che necessita la traccia per fare impazzire il clubber medio durante una serata, forse era più adatto chiamarlo lounge mix.

In chiusura posso dire che in nessun modo giustifico la virata che Sinclair ha compiuto all’inizio del nuovo millennio verso sonorità cheesy, ultracommerciali e caratterizzate dalla totale assenza di carisma e di etica verso la propria professione, ulteriormente peggiorata dal fatto che ad inizio carriera aveva una propria visione sonora e un buon stile.


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Damiano Colaci
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