Arnesi: Distruzioni per l’Uso

Distruzioni per l’Uso, album irriverente e dai suoni rock-blues rurali. La chiave che ha aperto le porte al primo disco degli Arnesi

Arnesi

Distruzioni per l’Uso

(La Clinica Dischi)

rock rurale

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Arnesi- Distruzioni per l’UsoL’irriverenza mescolata al quotidiano e al contempo alla triste realtà che molto spesso viviamo è la chiave che ha portato alla nascita del primo disco degli Arnesi.

Il disco in questione si chiama Distruzioni per l’Uso, composto da 8 brani che rappresentano le varie sfaccettature di uno stile di vita libero ma razionale, all’interno del quale non c’è spazio per i sognatori ma solo per gente con i piedi ben saldati a terra.

Il trio dal sangue toscano dimostra di non voler stare fermo ad aspettare qualche idea cimentandosi con strumentazioni comuni, ma preferiscono tirare fuori suoni nuovi da strumenti poveri: vecchi pick-up, scatole di sigari, potenziometri vintage presi da vecchie radio e manici di chitarre usate.

La voglia di inventarsi un proprio sound porta gli Arnesi a generare suoni rock-blues rurali, con ritmi veloci e frenetici ma allo stesso tempo malinconici e senza troppi fronzoli.  Questa è la particolarità degli Arnesi, i quali concettualmente rispecchiano molto la storica band ai primi albori di Elio e le Storie Tese, comparazione che credo possa far solo che piacere.

I testi dell’album degli Arnesi sono rigorosamente in italiano. Evidenziano in maniera cinica e dissacrante la vita di tutti i giorni: dagli amori perduti al vizio o all’amore rinnegato, l’ipocrisia, i difficili risvegli e le alcoliche speranze, i lavaggi del cervello e le menzogne necessarie.
Una scansione planetaria che dà sempre lo stesso risultato, cioè mostrare i problemi che affliggono ogni persona nel percorso della propria vita.

Il primo singolo scelto da Distruzioni per l’Uso è Il Presidente, brano che di certo non le manda a dire perché argomenta la questione sui meccanismi distorti che governano la nostra società.
Molto spesso non bastano capacità, volontà, intuito e fantasia, serve molto di più baciare i piedi giusti al momento giusto.

La voce del cantante, nonché chitarrista, Federico Bientinesi è profonda, urlante e rude, lanciata sopra ritmi ossessivi e aggressivi, rimarcando la rabbia che accompagna a braccetto il cinismo dell’album. L’armonica di Luca Martini suonata con egregia attitudine è costante, e si comporta da seconda voce di supporto al cantante colmando quei pochi momenti di silenzio. La batteria di Michele Barbato svolge due ruoli focali. Infatti, oltre alla fantasia, al ritmo proattivo e alla battuta, risuona con la gran cassa sostituendo quanto possibile il bassista.

Alla fine della fiera, siamo arrivati ad analizzare questo progetto ultimo percependo Distruzioni per l’Uso un album vero, genuino e leggero. Dalla creatività tutt’altro che scontata, il disco approccia a un’esperienza artistica ancora acerba, inesperta ma giusta, che forse solo il tempo, una solida gavetta e i giusti Arnesi potranno far maturare.

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Marco Capone
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