Permafrost
Tears & Bullets
(Fear of Music)
post-punk, shoegaze, dark pop
Trascorso poco più di un anno dall’uscita del debut album, The Light Coming Through, i Permafrost tornano sulle scene con Tears & Bullets, EP di sole tre tracce appena uscito su Fear of Music.
Il quartetto nordico-britannico, formato originariamente nel 1982 a Molde (Norvegia) grazie al talento di Frode Heggdal Larsen e Kåre Steinsbu (allora compagni di scuola), si è poi arricchito della presenza di ulteriori musicisti, nel 2001 sono infatti entrati in line-up i connazionali norvegesi Robert Heggdal e Trond Tornes (fuoriuscito nel 2022 per dedicarsi ad altri progetti) e nel 2016 Daryl Bamonte, noto per le sue lunghe e fruttuose collaborazioni con band del calibro di Depeche Mode e The Cure nonché fratello dell’amato e compianto Perry.
Nel corso degli anni i Permafrost sono riusciti a costruire un’ampia e cospicua discografia, al debut EP, Godtment, del 1983, uscito in edizione limitata di 50 cassette numerate (come usava un tempo), hanno fatto seguito l’EP omonimo su vinile nel 2019 e appunto il debut album, ma nel frattempo, dall’inizio del 2021 hanno pubblicato svariati singoli di grande successo capaci di conquistare le prime posizioni delle classifiche alternative tedesche e per ben tre volte il primo posto nella Indie Disko Top40.
Parliamo insomma di una band che malgrado le tante difficoltà del caso, prima tra tutte quella della distanza (i quattro membri sono infatti dislocati tra Oslo, Trondheim e Margate), non ha mai perso di vista l’obiettivo primario ovvero quello di produrre musica originale che raccontasse un percorso artistico ben definito, così per partorire questo nuovo lavoro, nato nel periodo pandemico, il quartetto si è visto costretto a tenere videoconferenze settimanali sfruttando la tecnologia per mantenere vivo lo slancio creativo.
Il risultato è appunto Tears & Bullets, una sorta di preview del nuovo full-lenght la cui uscita è prevista entro la fine dell’anno, tre brani dominati dalle stesse intenzioni, apparentemente leggeri, avvolti in melodie accattivanti e ritornelli catchy ma accompagnati sempre da atmosfere tipicamente post-punk, linee di chitarra frastagliate, riverberi sovrabbondanti e synth pieni di fascino fanno il resto delineando uno stile allo stesso tempo cupo, nostalgico, fresco e a tratti perfino evanescente.
Questa breve carrellata di canzoni sarà senz’altro capace di conquistare un ascolto assai trasversale proprio perché quella malinconia di fondo, dolce e mai angosciante, di cui ho già accennato in precedenza, resta solo l’intelaiatura delle composizioni, costante e sempre presente si srotola e fa da tappeto ad un sound perfino spensierato, esempio tangibile il dark pop di Another World e la title track di curiana memoria, specialmente nelle splendide chitarre sognanti, mentre la più torbida Nightmare, dominata da un basso cupo e portante, sorprende per la pienezza del suono e la straordinaria, incantevole, poetica sottolineata da ogni singola nota.
Unica pecca, come sempre scrivo quando mi trovo al cospetto di un EP così conciso, va ricercata nella estrema brevità del lavoro stesso, quasi un coitus interruptus…ed io ne avrei voluto di più.
https://www.facebook.com/Permafrostofficial/
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