Okie Rosette: Leap Second

Morbide atmosfere folk e psichedeliche in un album dallo spirito neo-hippie

Okie Rosette

Leap Second

(Cd, Monotreme, 2008)

indie-folk

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Le freak c’est chic. È una considerazione che nasce spontanea, dopo aver ascoltato Leap Second, album degli Okie Rosette, band di San Francisco guidata da Felix Costanza (ex membro dei Granfaloon Bus).

Perché negli undici brani del disco si attraversa un’atmosfera sognante e lisergica, degna della psichedelia più classica, immalinconita da arrangiamenti neo-folk, fatti da accordi grezzi e stanchi. Tutti questi elementi fanno di Leap Second un degno rappresentante di quella che è stata definita New Weird America, una corrente musicale capitanata da Devendra Banhart, che si può riassumere grosso modo così: fricchettoni neo-hippie, possibilmente barbuti, che fanno un miscuglio folk/pop/psichedelico. Solo che, a differenza di alcuni artisti della New Weird America, agli Okie Rosette questo miscuglio viene davvero bene.

Gli Okie Rosette riescono a dare vita a canzoncine deliziose e genuine, in cui la spensieratezza viene sempre tenuta a bada da un retrogusto amarognolo, presente in ogni brano.

In Repeat & Fade (Grand Opening) si viene catapultati in una strampalata e irresistibile parata di artisti circensi e di musicisti gitani. Just Passing Through The Spokes è una struggente ballata in cui sembra che gli Okie Rosette prendano il loro cuore in mano e te lo facciano vedere, talmente questo brano è sincero e diretto. Candy Lane è una canzone tutta stranezze e distorsioni, in mezzo alle quali non si fa fatica a scorgere il Beck degli esordi.

Leap Second è un album intelligente e non furbetto, che sa calibrare bene le sue componenti, senza apparire troppo strambo né troppo inconsistente. Ed è l’ideale per chi voglia sentirsi, almeno una volta, un freak pazzo e pieno di sentimenti.

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Sofia Marelli
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