My Bloody Valentine: recensione concerto Hammersmith Apollo, Londra, 13 marzo 2013

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My Bloody Valentine

Londra, Hammersmith Apollo, 13 marzo 2013

live report

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Sono passati tre anni dall’ultima esibizione live dei My Bloody Valentine. Tre anni di silenzio interrotti nel 2012, quando la band ha lasciato trapelare in un’intervista al NME l’intenzione (concreta) di dare un seguito all’acclamato Loveless del 1991.

Il 2013 è quindi il loro anno: album nuovo uscito il 2 febbraio (intitolato semplicemente m b v) e un tour europeo; un tour già partito dalla Scozia e che toccherà anche la nostra penisola per due volte, il 27 maggio a Bologna e il 29 maggio a Roma.

I concerti dei MBV oltre ad essere degli spettacoli sono in primis delle esperienze. Allo sfondo su cui vengono proiettate delle immagini ultra psichedeliche, si aggiunge il colossale muro sonoro che hanno inventato più di venti anni fa e per i quali sono famosi. Onde sonore sparate a volumi proibitivi, onde che oltre a risultare insopportabili alle orecchie si fanno sentire per tutto il corpo, colpendolo ripetutamente durante i brani più tirati. Basti pensare al fatto che ad ogni loro concerto vengono distribuiti tappi per le orecchie.

Questa sera i quattro irlandesi sono di scena all’Hammersmith Apollo di Londra, seconda serata consecutiva nel teatro londinese. La magnifica struttura della location è dotata anche di un’ottima acustica.

I My Bloody Valentine salgono sul palco verso le 9:20 dopo il supporting act di Le Volume Courbe, progetto della musicista francese Charlotte Marionneau, già in tour con la band nel 2008. Il pubblico è visibilmente eccitato e i quattro si posizionano ai rispettivi strumenti, affiancati da una selva di amplificatori.

La band parte subito a decibel altissimi con I Only Said, stesso brano d’apertura delle precedenti date. Le sensazioni sono magnifiche, il muro sonoro è compatto e le voci sono a malapena udibili, come del resto gli altri effetti elettronici di contorno. Ne risulta un flusso sonoro continuo che accomuna la maggior parte dei pezzi che verranno suonati stasera. Sul palco la band è idealmente divisa in due blocchi: la sezione ritmica da una parte che si concede il lusso di dar sfogo ai movimenti più sfrenati (su tutti l’indiavolata Debbie Googe), e dall’altra i chitarristi Bilinda Butcher e Kevin Shields che giustamente danno un senso alla parola shoegaze (letteralmente fissa scarpe) coniata appunto per il loro genere. Specialmente Shields sta tutto il tempo immobile, intento a guardare la sua pedaliera per controllare gli effetti.

Molti fan decidono di indossare i tappi, altri andranno avanti senza finchè potranno sopportare.

I MBV vanno avanti con la scaletta: alla fine saranno 6 i brani estratti da Loveless, 3 da Isnt’ Anything, 5 dagli EP e 3 dal nuovo m b v, per un totale di 1 ora e 40 di inferno sonoro.

Come In Alone e Only Shallow fanno tremare anche i muri, mentre Thorn fa ballare il pubblico. Il rumore celestiale di To Here Knows When (preceduta da una impetuosa Nothing Much To Lose) è quasi come una pausa per i timpani, che saranno poi messi a dura prova da Feed Me With Your Kiss e soprattutto dalla devastante You Made Me Realize, che dal vivo non fa prigionieri, complice la digressione di assoluta cacofonia di quindici minuti chiamata “holocaust section”. Spiegare l’esperienza di questi minuti di ultra rumore gratuito non è impresa semplice. E’ un continuo di deflagrazioni sonore di puro noise, è come l’esplosione di una bomba atomica udita a un metro di distanza. Il rumore generato è insopportabile per molti spettatori che ricorrono subito ai tappi. Durante l’esecuzione dell’holocaust section si respira a fatica, le onde sonore si scontrano contro il corpo facendolo vibrare: brividi assicurati. Solo assistendo ad un loro live e ascoltando questi quindici minuti senza tappi si può comprendere questa esperienza: rumore allo stato puro ascoltato a livelli audio massimi.

Il concerto si chiude con Wonder 2, pezzo conclusivo del fresco m b v. Per l’occasione Colm Ó Cíosóig abbandona la sua batteria e munito di chitarra si unisce al resto del gruppo per l’assalto sonoro finale, tra suoni stratificati e rumori di aerei: lo stesso rumore che accompagnerà il mio rientro in Italia e che provocherà una terribile nostalgia di quella magica serata londinese.

Setlist concerto My Bloody Valentine, Londra, Hammersmith Apollo, 13 marzo 2013

1 – I Only Said

2 – When You Sleep

3 – New You

4 – You Never Should

5 – Honey Power

6 – Cigarette in Your Bed

7 – Only Tomorrow

8 – Come in Alone

9 – Only Shallow

10 – Thorn

11 – Nothing Much to Lose

12 – To Here Knows When

13 – Slow

14 – Soon

15 – Feed Me With Your Kiss

16 – You Made Me Realise

17 – Wonder 2

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