Ladytron: Velocifero Remixes and Rare

Sacrificano i loro sintetizzatori analogici in nome di rielaborazioni-remix tutte digitali: Apparat e gli altri manipolatori di bit&beat svelano il lato dance dei Ladytron

Ladytron

Velocifero Remixes and Rare

(Mp3, iTunes)

electro-pop, electro-clash, new wave

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Ladytron Velocifero Remix and RareVelocifero Remixes and Rare è l’album che nessuno si sarebbe aspettato dall’assortito quartetto semi-inglese dei Ladytron, ma è anche un lavoro sorprendente che ha steso tutti, fans e critica, senza esclusione di colpi.

Per chi non li conoscesse, sono una band formata nel 1999 e sotto contratto con un’etichetta dal 2003, giunta al quinto album prodotto in studio. Li ho chiamati semi-inglesi perché, in realtà, due di loro sono di Liverpool: Reuben Wu e Daniel Hunt.  I due sono un ibrido tra musicisti e dj, alternano l’uso di strumenti classici come chitarre a strumentazioni elettroniche, queste ultime quasi sempre analogiche. L’altra metà del gruppo è formata da due cantanti: la scozzese Helen Marnie e Mira Aroyo, originaria della bulgaria.

Il loro stile è una miscela variegata di synth-pop, new wave ed elettronica,  con profonde influenze che derivano da formazioni del calibro di Human League e Depeche Mode. Un genere talmente difficile da definire che la critica ha dovuto coniare, per loro e per altre band dello stesso filone, il termine electro-clash. Una corrente undreground molto eclettica, in aperto contrasto con le sonorità elettroniche di inizio millennio, che cerca di operare una fusione tra new wave ed arte moderna.

La loro ultima fatica è caratterizzata da pochi brani, tutti provenienti da Velocifero, il cui promo tour era stato immortalato anche in un digital album (come questo). Un classico remix album, dunque, ma di notevole fattura, diversamente dalla maggior part delle operazioni di questo tipo.

Spicca la versione di Ghost, remixata da Toxic Avenger, dove una struttura molto electro oscilla tra passato e presente, molto orecchiabile , ma anche densa di soluzioni originali. Molto ricercato è anche il lavoro fatto da Apparat su Tomorrow, pervasa da sonorità ambient e chill out, che fa smarrire chi ascolta in una dimensione intima e spirituale.

Runaway, invece, subisce un trattamento di cassa spedita e noisy di matrice tech-house a cura di James Zabiela’s Red Eye, mentre Predict the day, elaborata da Grey Ghost, svela tutta la sua discendenza dagli ’80. I genovesi da esportazione Port-Royal affrontano alla grande Tomorrow, remixata anche da DirtyVegas.

Inutile continuare oltre: Velocifero è stato riletto in chiave acid house, funky e perfino tribal, ma sempre con genio e divertimento, spesso allontanandosi definitivamente dal nucleo originario del brano.

E’ ragionevole affermare che nelle versioni remix il suono ha acquisito una profondità e una lucidità che prima non possedeva, pur conservando l’orecchiabilità degli originali.

Il live dello scorso inverno e questa raccolta di remix non sono il segno della stanchezza dei Ladytron o, peggio, il sintomo di uno scioglimento imminente; la prossima estate arriverà in greatst hits ma … i “nostri” sono già al lavoro per un album nuovo di zecca, che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. Chissà se i Ladytron si faranno influenzare in qualche modo dall’orgia digitale di questi remix o rimarranno fedeli alla loro elettronica analogica.

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Damiano Colaci
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