Ismael: Tre

I reggiani Ismael con Tre raccontano vita e sogno storie e animali in una tracklist che decide l’umore di chi ascolta, tra il De Gregori e poesia agro amara per un profumo cantautorale di livello

Ismael

Tre

(Autoproduzione)

rock letterario

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ismaelLampi di serenità grumosa e tante storie confidate delineano le geometrie delle undici tracce contenute in Trenuovo e terzo disco dei reggiani Ismael, formazione guidata dallo scrittore Sandro Campani, un disco nonostante tutto pacato nei modi e nei suoi tellering che a tratti (quasi sempre) sconfina su specchi d’acqua cantautorali che ricordano i migliori intendimenti del Principe De Gregori, quella dolciastra poetica in crescendo che raccoglie – nell’intimità d’ascolto – un fascino tossico impossibile da contrastare.

Una tracklist piena di amori e animali – totem (leggo il bugiardino) che si intrecciano in una colorazione stilistica che abbraccia rock, atmosfere interiori e ballatine shakerate, un lavoro come se arrivasse da vecchi tempi, fatto con la logica del “pensare” ancor prima della ripercussione distorta e del rumore, un “elleppì” che gira di suo e che viaggia dentro una lezione del “lento andare” scatenando una solitudine confortante come se si fosse in prima fila ad “ascoltare” un film bellissimo senza immagini, se non le tue.

Gli Ismael definiscono il loro sound rock letterario, e come dargli torto, di citazioni dentro ce ne sono ma quello che più viene fuori da questa contemporaneità d’altri giorni è la solare penombra che tinge tutto, che accoglie orecchio e cuore in un qualcosa d’intimo e profondo che è quasi come guardare i mandorli in fiore contro un cielo fustigato dalla tramontana e al passare delle nuvole color seppia di Le tre, il nervosismo esistenzialista Se non a te, il dondolio innocente Canzone del bisonte o gli anni Settanta del Folk Studio di Via Garibaldi a Trastevere, S’arrampicavano, questa bella sensazione si fa più acuta e più piacevole.

Senza girarci in torno, un disco brillante e persuasivo che disegna mondi arredati di immaginifico. Consigliato vivamente!

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Max Sannella
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