Insintesi
Subterranea
(Cd, Concertone, 2008)
dub, jungle, elettronica
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Non ci vuole molto a capire le origini leccesi degli Insintesi. Subterranea esordisce come un album dub, ragga, elettronico. Ispirato e ispiratore del genere, attraversa la genesi di generi come il jungle, antenato del drum’n’bass. È da questo che riprende cellule melodiche che si ripetono per niente sopraffatte da un rap maschile ed una poliglotta voce femminile.
È composto da nove tracce l’album della band leccese che festeggia quest’anno il suo decimo anno di vita. Vita che si è snodata tra festival del genere e collaborazioni con artisti come il Sud Sound System, Congo Natty, Orchestra di Piazza Vittorio.
Subterranea è una produzione che procede lineare come a confermare la propria appartenenza al dub/elettronico tradizionale, ammesso e non concesso che ci sia qualcosa di tradizionale nella fusione di queste due varietà. I due generi si sostengono su sonorità africane, compatibilmente allo stile jungle, ed orientali. Nascono così brani le cui strade incrociano chitarre, synth e vocalità eteree che ad un primissimo ascolto sono facilmente associabili al più rilassante chill out.
Si potrebbe invece dire Subterranea: un nome un programma. Perché le vie musicali scelte dagli Insintesi, seppur tracciate da antenati come il reggae, il jungle, confluiscono in un sound etero e sospeso nelle profondità acustiche. Questo grazie all’elettronica che con poco riesce a creare e portare avanti un album intero.
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