Inferno: Pompa Magna

Per tutti quelli che amano la musica non convenzionale, estrema ma non per questo spietata, ricca di influenze estreme e non, di divagazioni più o meno elettroniche e soprattutto di sana schizofrenia musicale, beh mettendo un attimino da parte Devind Townsend ed i suoi Strapping Young Lad concentratevi sugli Inferno non ve ne pentirete!

Inferno

Pompa Magna

(Cd, Subsound Records)

noise, grind

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inferno pompa magnaPer tutti quelli che amano la musica non convenzionale, estrema ma non per questo spietata, ricca di influenze estreme e non, di divagazioni più o meno elettroniche e soprattutto di sana schizofrenia musicale, beh mettendo un attimino da parte Devind Townsend ed i suoi Strapping Young Lad concentratevi sugli Inferno non ve ne pentirete!

Eh sì perchè tutte le caratteristiche sopra menzionate possono essere sintetizzate in questo Pompa Magna vero e proprio gioiellino tirato fuori da questi cinque “allucinati” ragazzi romani.

Descrivere la proposta citando un genere è praticamente impossibile. Gli Inferno tirano fuori dal proprio background musicale le più svariate influenze miscelandole alla perfezione e creando un punto di incontro pressochè perfetto.

C’è sicuramente una buona dose di noise all’interno, ma non è difficile scorgere anche forti influenze grindcore, rock, elettronica e black/death. Oltre ai già citati Strapping non si possono dunque non considerare muse ispiratrici del calibro di The Dillinger Escape Plan anche se da questi ultimi i nostri si differenziano per un approccio un pò diverso alla musica ma assecondandone al meglio quello che è il quoziente di follia.

Ogni brano avrebbe quasi storia a sè e rappresentano svariate facce della medaglia a partire dall’iniziale bar/bar/bar minimizer passando per le ottime Bikini dog wash e Valhalla can wait quest’ultima una vera e propria outro interamente strumentale che può far tranquillamente invidia a mostri sacri della scena cosiddetta “industrial”.

Insomma, stiamo parlando di un lavoro difficilissimo da descrivere a parole, ma che presenta una maturità ed un estremismo di base mai fine a sè stesso ma sempre intento a toccare i lidi più impervi da un punto di vista concettuale. Un lavoro grandioso per una band che, ci auguriamo, riesca a fare ancora tanta strada.

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Luca Di Simone
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