Grovesnor: Soft Return

Ecco Soft Return, progetto del batterista degli Hot Chip, Rob Smoughton, a nome Grovesnor. Un salto negli anni '80 più melensi e meno divertenti, ma molto molto raffinati!

Grovesnor

Soft Return

(Cd, Republic of Music)

elettronica, electro-pop

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Robert Smoughton, batterista dell’entourage Hot Chip, esce in questo 2010 con un cd quasi spiazzante, clone di tante sonorità anni ’80, che a tratti ricordano Hall & Oates ed in altri momenti il più melenso Christopher Cross. Il progetto Grovesnor appare però tutt’altro che improvvisato, con una cura notevole dei suoni ed un gusto che delizierà certi palati, disgustandone però altri. Il classico album che o si ama o si odia.

Si parte con Turn Your Radio Up, breve intro con diversi campioni (fra i quali Hotel California degli Eagles) e vocoder dominante che introduce alla seconda traccia Taxi From The Airport: sonorità anni ’80 e cantato simile a troppi brani dimenticati degli 80’s, così come la successiva Dan.

Nitemoves, uno dei brani migliori, ricorda parecchio il primo Phil Collins e si distingue per una partenza soft che poi sfocia in una ballata più tirata con l’inserimento della batteria.

Find A Way To Stop Him presenta sonorità più “moderne” e ricorda a tratti gli ultimi lavori dei Royksopp, anche se con un cantato molto più datato.

La sensazione è sempre di già sentito, ma il tutto fila liscio ed è di gradevole ascolto soprattutto nei tratti più d’atmosfera com’è anche Dragon Tree, in bilico fra i Curiosity Killed The Cat e il popblack di Lemar.

Influenzata da sonorità prog miste a sonorità 70’s è invece la canzone che da il titolo all’album, una strumentale Soft Return molto affine a Barry White. No Doubt About It e When I Saw You Dance proseguono sullo stesso filone, mentre I Heard Violins ha un tocco di groove in più. Chiude la splendida Cuckolded, breve brano contraddistinto da archi e cantato suadente.

Con questo Soft Return a nome Grovesnor, Smoughton ci aiuta a tuffarci negli anni ’80, quelli meno kitsch, più di qualità, ma anche inesorabilmente più noiosi.

Un progetto che comunque avrà diversi estimatori grazie anche alla raffinatezza ed alla cura del suono.

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Fabio Busi
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