Francesco de Masi
Ritratto Di Un Autore
(Cd, Cam/IRD, 2008)
colonne sonore
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Musica per immagini, commenti sonori composti e messi lì a completamento di una narrazione, di una storia, di un flusso di emozioni. Limitandoci all’Italia, e tralasciando le ultime generazioni, i primi nomi che vengono in mente sono, (in)giustamente, sempre quelli: Bacalov, Morricone, Ortolani, Piccioni, Piovani, Rota, Rustichelli, Umiliani. Autori legati indissolubilmente ai grandi maestri del cinema italiano, capaci di conquistare platee di tutto il mondo con la forza dei loro sogni di celluloide.
Accanto a questa sorta di élite, però, tanti altri artisti, ingiustamente dimenticati, hanno contribuito al successo e all’affermazione del cinema italiano, anche fuori dai confini nazionali. Compositori e registi che, per motivi diversi, non hanno ottenuto lo stesso riconoscimento dei loro osannati colleghi ma che grazie alla loro musica e alle loro immagini hanno comunque impresso il loro nome nella storia culturale di questo Paese.
Uno di questi è stato sicuramente il compositore romano Francesco de Masi, morto nel 2005 all’età di 75 anni. Autore di oltre 300 colonne sonore per film, documentari, spot e serie televisive, nella sua pluriennale carriera è entrato in contatto con registi del calibro di Sergio Citti, Pier Paolo Pasolini, Mauro Bolognini, Enzo G. Castellari, Riccardo Freda, Camillo Mastrocinque, Lucio Fulci, Folco Quilici. E basterebbe questo parterre de roi a dare un segno della sua grandezza.
Questa raccolta, curata con amore di figlio da Filippo de Masi, prova a proporre il Ritratto Di Un Autore eclettico e prolifico, includendo diverse schegge di colonne sonore, rarità e corredando la musica con un breve libretto in cui si racconta la genesi di questi lavori. Desertici western, concerti per pistole soliste, gringos a cavallo, esotici e romantici piano bar, sinfonie per (due) spie, chiaroscuri nel bosco; il bagaglio di temi, ambientazioni e atmosfere che le note di Francesco de Masi riescono a generare sono tali e tante e talmente giuste che risulta naturale, per l’ascoltatore, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dal fiume di immagini che irrompono nella nostra mente.
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