Allison Moorer: Crows

13 brani per tornare alla ribalta con un nuovo album, Crows, ed una nuova etichetta discografica, la Rykodisc. Allison Moorer, la sorellina "piccola" di Shelby Lynne, utilizza il country come punto di partenza per un viaggio musicale alla scoperta della tradizioni

Allison Moorer

Crows

(Cd, Rykodisc)

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Con questo nuovo lavoro, Crows, Allison Moorer utilizza il genere country giusto come punto di partenza di un viaggio musicale che a tratti ha del visionario, e che in ogni caso spazia veramente molto tra le indicazioni di genere.

Con brani come Abalone Sky, Should I be Concerned, Easy in the Summertime The Stars and I predominano nettamente i toni surreali e a tratti visionari, con l’utilizzo di un pianoforte ricco di suggestioni (Should I be Concerned), dei tremoli agli archi in registro acuto che colorano l’intro di chitarre, basso e suoni sintetici ricreando strumentalmente delle ambientazioni di tipo naturale (The Stars and I), o facendo dialogare il pianoforte con degli archi decisamente rarefatti (Easy in the Summertime).

Ma questo country-surreale sa lasciare anche spazio a pezzi decisamente più convenzionali del genere folk come When you wake up feeling bad, The Broken Girl (dove campeggiano ponti modulanti alla Beatles prima maniera benchè sporcati da una chitarra elettrica distorta e graffiante) e Goodbye to the Ground, dove l’ostinato melodico alla chitarra acustica (espediente anche troppo presente in questo album) conferisce una certa ostinazione di fondo al brano.

Il tutto si chiude poi con due brani, Crows (che da il titolo all’album), altro esempio di un buon connubio tra pianoforte e suoni sintetici nell’intro (peccato solo più avanti per la scala ascendente al pianoforte in funzione modulante, quasi stucchevole) e Just Another Fool, dove i toni tornano ad essere quelli della tipica song di matrice folk.

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Fabrizio Basciano
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