Adam McBride-Smith: Good And Gone

Dall'Oklahoma un cantautore che sembra essere giunto ai nostri giorni a bordo della DeLorean di "Back to the future"

Adam McBride-Smith

Good And Gone

(Cd, Cd Baby)

folk, country, blues

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adammcbridesmithE’ in arrivo in Italia per una serie di concerti, Adam McBride-Smith.

Quattro anni fa, prima della Legge Sirchia, avremmo senz’altro immaginato il cantautore statunitense intento a suonare il suo folk-blues immerso nell’atmosfera fumosa di un locale buio.

Questa è la sensazione che suggerisce il suo album Good And Gone, questi gli scenari che evoca.

Dodici canzoni che riportano indietro di 35 o 40 anni, col loro mood ora melanconico ora frizzante.

Adam ha la grossa capacità di costruire melodie vocali di grande effetto: si ascoltino, ad esempio, le linee bluesy del singolo I Want To Leave You o quelle suadenti di Into The Night.

Il tutto attingendo a piene mani dal passato, senza però riuscire a dare un’impronta personale alla formula.

E se la dimensione acustica funziona piuttosto bene, pur nei suoi sfacciati rimandi a Nick Drake (dal breve strumentale Single Room alla già citata I Want To Leave You; per non dire di Keep On Walking, che per costruzione e scelta delle sonorità sembra quasi un’outtake di “Bryter Layter”), quando il nostro si cimenta in brani più elettrici il senso di deja-vu prende il sopravvento anche sulle idee migliori (l’uso dei fiati in Tetherball o il suono sporco delle chitarre in Bad Connection).

Finiscono così per rimanere impressi i brani che un po’ si discostano dagli altri: la nervosa Have You Changed Your Ways? – col suo drumming possente e il cantato isterico che fanno tanto Violent Femmes – o la breve e sensuale bluesy-ballad The Farmer’s Daughter.

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Vittorio Arena
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