The Record’s: Money’s On fire

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The Record’s

Money’s On Fire

(Cd, Autoproduzione, 2008)

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E già, è proprio vero che il vintage bisogna saperlo usare con cautela. Per capirlo basta ascoltare l’album dei The Record’s, gruppo bresciano vincitore di “Operazione Soundwave”, il programma andato in onda su Mtv che si proponeva l’obiettivo di premiare una band emergente.

The Record’s si rifanno in modo inequivocabile al rock fine anni Sessanta/inizio anni Settanta, rispolverando il sound energico e pulito dei Kinks, e in certi punti la somiglianza con il leggendario gruppo inglese è davvero impressionante.

I risultati possono dirsi piacevoli: in nessun brano c’è una nota fuori posto. Con Clouds Are Moving non si riesce proprio a tener fermo il piedino, merito di una base ritmica essenziale e martellante, su cui vengono modulate chitarre concise. La track list è scanzonata e risoluta al tempo stesso, mentre Rudy è un grumo densissimo di accordi graffianti e di voci roboanti.

Eppure, c’è qualcosa che non va. Forse il difetto non sta nei risultati, ma nelle intenzioni: è tutto troppo preciso, troppo nitido. Non c’è la volontà di stupire che invece era ben presente nei gruppi anni Settanta che i Record’s prendono come modello, e il gruppo bresciano sembra limitarsi a tirare fuori da un armadio pieno di naftalina un tipo di musica che all’epoca in cui è uscita aveva un senso, e ora, senza nessun aggiornamento e attualizzazione, ne ha un po’ meno. È un compito eseguito con diligenza, ma che, purtroppo, non lascia alcun brivido.

Money’s On Fire rimane comunque un disco che si ascolta con piacere, ma che lascia un po’ l’amaro in bocca. Perché, con la loro determinazione e il loro talento, dai The Record’s ci si deve aspettare qualcosa di più. Più personalità e più indipendenza, ad esempio. Una volta acquisite potrebbero davvero diventare un grande gruppo.

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