She Owl: recensione disco omonimo

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She Owl

s/t

(CD, Broken Toys, PPZK)

indie

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She OwlIl progetto She Owl debutta col suo full-lenght album, primo lavoro della polistrumentista cantante e compositrice italiana Jolanda Moletta, nato dalla collaborazione con Dave Mihaly (batteria) e con vari musicisti e artisti locali.

Nonostante l’album sia stato registrato sotto il caldo sole di San Francisco, California, l’autrice ha scelto di farsi ispirare dai paesaggi umidi e nebbiosi del Nord-Ovest italiano, luogo dal quale lei proviene. Sono paesaggi invernali, fatti di gelidi fiumi e montagne innevate, le immagini che hanno ispirato il disco e che il disco stesso vuole ritrasmettere a noi, attraverso il filtro di una musica evocativa per “animali notturni”.

La musica di She Owl non è una musica da suonare di giorno. E’ una musica da ascoltare come se non ci fosse altro che la luna dietro la foschia e una nuvola di freddo dalla bocca. Sonorità con una forte potenza evocatrice, che ci proiettano in atmosfere notturne dove, se non ci fosse la musica, batteremmo i denti dal freddo. Una perfetta colonna sonora per paesaggi bui.

In molte delle tracce dell’album riecheggiano la voce candida ed i suoni sperimentali di Bat For Lashes. Particolarmente interessante è la combinazione voce-piano in Over The Bones; molto suggestive invece le atmosfere ricreate da Decembers Hide and Seek. 

Fisherman Queen la canzone che invece si distingue maggiormente dalle altre e che caratterizza l’attento lavoro di ricerca sia sonora che visiva dell’artista.

She Owl ha inoltre incominciato ad inizio ottobre un tour attraverso l’Europa continentale. Per godere delle atmosfere buie e suggestive delle città europee, non potevano mancare due date anche in Italia (del Nord, ovviamente), dove She Owl sarà in concerto a fine novembre, per portare un po’ di paesaggio invernale nel buio fremente di Torino e Milano.

 

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