Kings of Leon: Mechanical Bull

Dopo la travagliata conclusione della scorsa tournee e la necessaria pausa per ricaricare le batterie, ecco finalmente il sesto lavoro in studio dei Kings of Leon: Mechanical Bull, un disco molto ispirato e intelligente

Kings of Leon

Mechanical Bull

(Cd, RCA)

alternative rock, southern rock

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Dopo la travagliata conclusione della scorsa tournee e la necessaria pausa per ricaricare le batterie, ecco finalmente il sesto lavoro in studio dei Kings of Leon: Mechanical Bull, un disco molto ispirato e intelligente.

Non si può di certo dire che non stiano in forma, hanno davvero “messo insieme i pezzi nel mondo che conoscono”, come recita Comeback Story, e sono tornati allo scoperto.

Si parte alla grande con il singolo Supersoaker: un po’ di rock ‘n’ roll, con l’incredibile voce di Anthony più profonda che mai. L’energia non manca e si avverte immediatamente una diversa consapevolezza nella composizione e nell’arrangiamento rispetto al passato.

Il ritorno a casa, dopo eccessi e follie, la continua ricerca di qualcosa, tutto questo è la polverosa Rock City. L’atmosfera del sud, che corre per tutto il disco emergendo qui e lì, esplode in maniera prepotente nella quasi “vintage” Family Tree.

In Don’t Matter i Kings of Leon dimostrano di saper essere rumorosi se necessario. Breve ma intensa, quasi un power pop alla Queens Of The Stonage è sicuramente il brano più cattivo dell’album.

Si torna poi ad atmosfere più tranquille, ballate intime e personali, come Beautiful War o Wait For Me.

Ad arricchire notevolmente il sound generale sono i diversi momenti con chitarre alla ”The Edge” come in Coming Back Again o Wait For Me, giusto per citarne un paio. Bel gioco di delay in Tonight, forse la canzone più in stile con il gruppo e i suoi precedenti lavori.

Mechanical Bull è un lavoro ricco di generi, informazioni e idee molto ben mescolati, che però non perde mai di vista quelle che sono le radici gruppo. Un’unione equilibrata delle energie iniziali più rock e grezze con una certa maturità e raffinatezza dovuta probabilmente a un’età più adulta e alla conseguente nuova percezione ed esperienza. Ed è proprio questa maturità a renderlo più interessante rispetto ai precedenti album.

Di piacevole ascolto è un disco che consiglio assolutamente, perfetto per un road trip!

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Matteo Senese
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