Frank Zappa: Carnegie Hall

Quarant'anni dopo, un inedito live di Frank Zappa con il suo gruppo The Mothers Of Invention: quattro CD per ripercorrere i primi cinque anni di carriera del genio di Baltimora

Frank Zappa

Carnegie Hall

(4CD, Vaulternative Records)

rock

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Frank Zappa- Carnegie HallPiù che musicista, innovatore. Più che rock star, compositore jazz e di musica classica. Più che chitarrista, artista a tutto tondo, sempre presente, attento, attivo, vivo. Frank Zappa significa musica che trascende se stessa e il suo tempo: controcorrente, visionario, anticipatrice di mode e stili compositivi, precursore del futuro stesso del rock. Significativa questa affermazione di Alice Cooper proprio su di lui: “Tutti quelli che erano considerati geni (da Brian May ai Beatles), consideravano lui il genio”.

In 27 anni di attività, l’instancabile Frank Vincent Zappa soffre della smania di registrare e fissare su un supporto fisico tutto ciò che la sua (sempre) gravida mente partorisce, e lo fa con una frequenza impressionante: sono 92 le sue uscite discografiche (tra cui 31 live), anche grazie alle pubblicazioni postume ad opera dello Zappa Family Trust, istituito dalla seconda moglie Gail e dai suoi figli (su tutti, Dweezil) che gestisce un patrimonio artistico dalla mole non ancora quantificata.

L’ultimo tributo (cronologicamente parlando) alla memoria del poliedrico di Baltimora è Carnegie Hall, un inedito live in quattro CD che racchiudono due suoi concerti tenuti nell’ormai lontano lunedì 11 ottobre 1971 proprio nella sala da cui questo cofanetto prende appunto il nome: in tre ore dal vivo, i suoi primi cinque anni di carriera insieme ai The Mothers Of Invention, il suo gruppo. Inoltre, Carnegie Hall vanta la preziosa collaborazione di Mark Volman e Howard Kaylan (Flo & Eddie), Ian Underwood, Don Preston, Jim Pons e Aynsley Dunbar.

Quattro CD rimasterizzati in mono, per rivivere al meglio quell’esperienza dal vivo, (quasi) come quarant’anni fa. Per tornare al 1971, serve ripercorrere le tappe dei suoi inizi: con Freak Out!, il concept abum d’esordio pubblicato nel 1966, Frank Zappa marca un decisivo punto di non ritorno, tanto che Paul McCartney ne attesterà l’importanza fondamentale per la stesura del beatlesiano Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dell’anno successivo; è del 1967 anche Absolutely Free, dove la chitarra è serva fedele della batteria; con Lumpy Gravy del 1968, Frank Zappa persegue l’ambizione di far coesistere arrangiamenti orchestrali, parole ed elettronica, così come in We’re Only In It For The Money e Cruising With Ruben And The Jets. Carnegie Hall, quindi, è sintesi perfetta di tutto questo, impreziosito da tre medley che sono una vera chicca, imperdibili (e non solo per gli intenditori).

Forse unico ad aver capito le regole del pop prima di infrangerle, Frank Zappa scardina così le barriere tra rock, jazz e musica classica, proprio come “un tizio che scrive musica che non riesce a fare eseguire” (così amava autodefinirsi), infinita sperimentazione e “decorazione del tempo”. E allora fate spazio nel vostro scaffale dei CD, Carnegie Hall non deve proprio mancare.


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Marco Buccino
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