Radiocroma: Il corso dei balocchi

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Radiocroma

Il corso dei balocchi

(Audioglobe/The Orchard)

indie

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RADIOCROMAI ciociari (e dintorni) Radiocroma di certo non passano inosservati, il loro impianto sperimentale nella creatività, con dosi cantautorali e molta verve teatrale, ha una natura “gigiona”, snodata e priva di quelle mire commerciali tanto agognate dai molti, mostrano una potenzialità raccounteur che li sdogana piacevolmente tra quegli ascolti rilassanti, non privi di interesse e con buone dosi di ironia, cosa che spesso viene a mancare in ogni dove, tanto più nella musica.

Il Corso Dei Balocchi è il loro nuovo lavoro, undici tracce visionarie (anche nel senso che sono accompagnate da animazioni video in una traccia CD-Rom) che si lasciano ascoltare senza tanti preamboli, brani anche di pop e melodia che intrecciano storie e situazioni sociali di quelle che ci girano intorno nel quotidiano e che molte delle volte non ci facciamo caso, un bel “dettagliare” angolazioni e inafferrabile che quasi li rende fuori dal tempo, a confine tra realtà galleggiante e onirico coi piedi per terra, una direzione stilistica che ha più stili, in poche parole un “bel viaggetto” nella pienezza di un fascino strambo e a suo modo originale.

Disco questo dei Radiocroma che assembla due pulsioni all’ascolto, apparentemente opposte (ballabilità e pensosità), ma il tutto mixato con un’originalità sorprendete, magari all’inizio da ingranare, ma una volta agganciata poi scorre via come olio e allora brani come lo shuffle ritmato di Luna pendente, il moto felino che agita Sul ciglio della strada, i campanellini stranianti che squillano tra Sulla strada di Cantù o la caparezziana Pasquale nel cubo, diventeranno patrimonio di sollazzo e pensiero per una bella mezz’oretta di una vostra giornata qualunque.

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