Peppe Fonte: Quello Che Ti Dirò

Esordio discografico solista per l'autore calabrese amante del jazz, delle sonorità brasiliane e della migliore musica italiana. Dieci brani proposti come piccoli quadri, fotogrammi in bianco e nero di un tempo, purtroppo o per fortuna, ormai passato

Peppe Fonte

Quello Che Ti Dirò

(Cd, Interbeat/Egea, 2008)

canzone d’autore

6,5/10

Peppe Fonte è un avvocato penalista calabrese. Ha poco più di quarant’anni e scrive musica da quando ne aveva quindici, da quando rimase folgorato dall’incontro con il grande Piero Ciampi. Quello Che Ti Dirò è il suo esordio solista.

A dispetto del titolo, le dieci tracce che lo compongono tratteggiano i contorni di un piccolo mondo che, sebben non possa definirsi propriamente antico, ha sicuramente lo sguardo rivolto più al passato (Gigia Dove Sei, scandita da tamburi di guerra e con un intro di pianoforte che somiglia vagamente alla sigla del Maurizio Costanzo Show) che al futuro, un mondo pieno zeppo di ricordi, tutti venati da una sottile e dolce malinconia.

Musicalmente l’album risulta intriso di sonorità jazz, certo cantautorato italiano e, soprattutto, di atmosfere brasiliane, come nel caso de I Poeti Di Stratò in cui i riferimenti a “Che Senso Ha” di V. de Moraes e C. Jobim sono fin troppo evidenti. Oppure nella seguente Sobborghi, unica cover presente sul disco, omaggio sambeggiante e doveroso al maestro Piero Ciampi.

Nel complesso, Quello Che Ti Dirò alla lunga risulta forse un po’ monocorde, privo di sussulti emotivi, concentrato com’è sull’amaro rimpianto dei (bei?) tempi andati. Questo, purtroppo, rischia di penalizzare anche la bravura esecutiva di Peppe Fonte, pianoforte delicato e voce graffiante ed ironica, ancora privo di una propria specifica peculiarità e troppo debitore nei confronti dei suoi padri autoriali. Peccato, perché con un po’ di coraggio in più…

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Ivan Masciovecchio
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