Novamerica: recensione disco omonimo

Novamerica

s/t

(La Valigetta)

canzone d’autore, indie ambient


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NOVAMERICASe si pensa alla costante ricerca di certi artisti verso nuove soluzioni, rinascite, linfe da riannodare o spiriti da resettare c’è da perdere i punti cardinali in ogni momento, ma se poi la ricerca di quest’ultimi  allieva anche l’ascolto, la cosa è benedetta ad oltranza.

Novamerica è l’official dell’ex dj e produttore di musica elettronica Carlo Cerclin Re e che prima di essere il titolo del disco è il nome del paese virtuale e magico in cui l’artista ha trovato “quel sollievo e rinascita” che si diceva sopra. E l’impressione del primo ascolto è ottima, una decina di tracce che trafficano in un miscuglio di stili, colori e atmosfere del quale non ci si annoia, un progetto questo che interpreta il concetto di “saturazione” – intesa come pienezza – di un sognante incedere di poesia e sospensioni intime splendide.

Dunque poesia, classe, un vecchio pianoforte del nonno e voli incondizionati, senza mete senza atterraggi, brani che rincorrono stili come la costernazione dei Radiohead, Hear me, un Buckley solitario, Cure of time, gli anni 80 argentati motowniani, Music is the answer, I’ll get up, la sintetico wave If you live in the air o quel gioiellino di pastorale che Erica emana come un profumo accorato.

Novamerica è tutto questo, un tuffo dove la musica è più blu e molto di più! Debutto felice.

 

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