Lev: Hanno Ucciso Ulrike Meinhof

I Lev si schierano nell’estrema sinistra con Hanno ucciso Ulrike Meinhof , utilizzando il punk ma anche l’eredità musicale di cantautori.

Lev

Hanno Ucciso Ulrike Meinhof

(Cd, Autoproduzione, 2008)

punk

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levveHanno Ucciso Ulrike Meinhof si apre violentemente grezzo e senza dare il tempo di prender fiato. Dall’interno è il primo brano dei tredici che vanno a comporre una produzione schietta, diretta, che lascia poco pochissimo spazio alle interpretazioni.
Basta ascoltare il punk del quale si macchiano i Lev che riescono a raccontare i loro pensieri e le loro idee politiche e non in brani lapidari, rapidi, ad effetto.
Ma questo è solo il lato A.

Chiariamo il titolo. Ulrike Meinholf fu una giornalista tedesca di estrema sinistra, terrorista processata negli anni ’70. La sua morte rimane un mistero. Trovata impiccata nella sua cella, non è stato possibile accertarne il suicidio dato che l’autopsia non fu aperta a testimoni.

Questo il titolo che i Lev hanno deciso di dare al loro primo album. Nati nel 2002, dopo live, interviste e concerti, ecco la produzione che li rappresenta.
Al di là di qualsiasi giudizio sulle scelte politiche ed in particolar modo sulle scelte di titolo, l’album altalena momenti duri a melodici canti falsamente ironici. Come La prima cosa che farò, brano che chiude l’album e che nelle apparenti parole leggere nasconde significati profondi: “ se sapessi soddisfarmi non sarei qui ad imbracciare le armi”.
Bombe su Kabul, lato A, si apre con un recitativo tristemente inquietante che racconta che “un altro tramonto è andato”.
È una poesia casalinga quella di Casa, in cui i Lev narrano lo stato della casa tramite uno stile poetico moderno che prende ispirazione dalla musa per descrivere lo stato delle sedie, della polvere, del letto … un esempio: “l’armadio vomita vestiti”.

I tredici brani di Hanno ucciso Ulrike Meinhof raccontano idee, stati interiori, situazioni, in maniera prima confusa e violenta, poi recitata e diretta, infine melodico e sarcastica.
Seppur la produzione non scada, l’album sembra avere delle défaillance nell’impostazioni vocali e nella creatività melodica.

Per saperne di più basta scaricare gratuitamente l’album dal sito dei Lev.

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Beatrice Kabutakapua
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