June And The Well: Gudiya

Condivi sui social network:

June And The Well

Gudiya

(Waterslide Records)

emorock

________________

recensione June And The Well- GudiyaSono in quattro, sono determinati, arrivano da Pesaro e da Lecce, si chiamano June And The Well e Gudiya è il loro secondo album che, proprio come quello d’esordio, è stato pubblicato dalla Waterslide Records, una etichetta indipendente di Tokyo che non ha avuto paura a scommettere sulla nuova musica italiana.

Partiamo dal titolo, di cui loro stessi svelano le origini. Gudiya è una bambina indiana vittima di una violenza sessuale a cui il gruppo ha regalato la title-track e una copia autografata del cd.

Ma lasciatemi saltare alla traccia numero tre. From the ashes of your heart è proprio un bel pezzo, ben scritto, ben suonato, ben cantato. Qualcuno certamente lo definirebbe commerciale, e avrebbe ragione. Ma la musica migliore alla fine è quella che sa toccare le corde del cuore delle persone in maniera semplice, diretta e senza troppi orpelli. E si faccia avanti con motivazioni più che valide chi sostiene il contrario.

I June And The Well hanno scelto di votarsi a questo genere che loro stessi definiscono emorock, del quale mi sfugge il significato e che peraltro non ho alcuna intenzione di imparare, anche se confesso di essere stato sul punto di mandare una email al gruppo per farmelo spiegare.

Dal mio punto di vista è comunque un passo di troppo nella giusta direzione, qualsiasi cosa sia l’emorock.

Ascoltate le armonie vocali di S-low e poi ditemi se non è un peccato aver cercato di discostarsi dal bruto e bistrattato pop andando alla ricerca di soluzioni sofisticate che invece, nella loro forma più basica, avrebbero avuto una resa nettamente superiore.

Opinioni, gusti, non c’è dubbio. Nel mio caso rafforzati anche dalla levità del brano di chiusura, The bend, in cui un arpeggio di chitarra e un controcanto realizzano una magia.

Gudiya verrà certamente apprezzato.

 

 

 

Gli ultimi articoli di AGab

Condivi sui social network:
,