J.T.R. Sickert: You Deserve Panic

Per chiunque voglia rivivere quelle atmosfere dell'Inghilterra di fine '800. Condite da un metal che si fonde con l'elettronica. Da ascoltare

J.T.R. Sickert

You Deserve Panic

(CD, Bagana Records)

elettronica, heavy metal

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jtr-sickert-2You deserve panic. Primo album per i J.T.R. Sickert, band modenese  formatasi nel 2005. Un ingresso sulla scena internazionale che vede come protagonisti Daniele Rezzaghi (chitarra/compositore), Tiziano Panini (voce), Erika (voce), Federico Bonora (batteria) e Claudio Mantovani (basso). Cinque ragazzi che, nonostante siano ancora giovani in questa realtà, hanno già accumulato una buona dose di esperienza (come l’apertura del Metal Legion Attack 2007) che li ha portati ad avere una certa visibilità da parte del pubblico nostrano e non.

Prestando attenzione al nome del gruppo, J.T.R. Sticker appunto, non sarà difficile capire quale sia il filo conduttore di questo concept-album. E’ il nome, infatti, del presunto Jack The Ripper, almeno secondo Patricia Cornwell. E i nostri ragazzi sembrano essere d’accordo con lei. Fatto sta che, grazie a questa loro prima fatica, riescono a farci entrare in quel mondo un po’ angoscioso e malinconico dell’Inghilterra di fine 1800 cercando di spiegarlo con i loro testi, come fosse lo stesso Sickert a parlare. A tinte anche abbastanza forti ci permettono di osservare la sua realtà. Ma non è detto che ci sia bisogno di essere per forza d’accordo.

Non vorrei sbilanciarmi troppo nell’affermare che, musicalmente parlando, il substrato sia davvero buono. Il fatto è che non ho mai trovato del tutto azzardata l’idea di mischiare elettronica ed heavy metal. Anzi. A volte riesce a creare atmosfere suggestive ed affascinanti alle quali, la voce di Erika, dona un tocco angelico che si contrappone all’incisività dei riff. Per essere un gruppo al suo primo full-lenght il risultato è notevole. Nonostante, ad un primo ascolto, possa lasciare in bocca un sapore già conosciuto. Ci si ritrova, infatti, a pensare un po’ troppo spesso ai nostrani Lacuna Coil ed ai cugini d’oltreoceano The Killers. Come in JTR Says e Portrait Of a Killer, prima e quarta traccia dell’album.

Credo, in ogni caso, che di strada potranno farne e non solo in Italia. Specie se riusciranno a donare alla loro musica, comunque molto bella, un tocco di originalità in più che possa diventare il loro marchio di fabbrica.

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Ileana
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