Human Improvement Process: S.T.A.R.S.

S.T.A.R.S., un progetto ambizioso ma che poco si discosta dallo standard deathcore di tanti gruppi italiani. Con la prima traccia dubstep però gli Human Improvement Process riescono a stupire

Human Improvement Process

S.T.A.R.S.

(Cd)

Deathcore

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Human Improvement Process- S.T.A.R.S.Vengono da Modena gli Human Improvement Process, ma ascoltando la prima traccia si potrebbe pensare ad uno dei gruppi dubstep più in voga in terra d’Albione.

One Second – Our Eternity, prima traccia del loro lavoro S.T.A.R.S. , strizza l’occhio alle produzioni più blasonate d’oltremanica.

Poco più di un minuto di dubstep per poi riversare tutta la grinta vocale e strumentale nel brano deathcore Ascension Of Silence che lascia spazio successivamente al brano omonimo dell’album.

S.T.A.R.S. si caratterizza per atmosfere ancora più energiche e un cantato (quello senza growl) che ricorda molto il Serj Tankian dei System Of A Down.

Weight Of Guilt prosegue sulla stessa linea, mentre The Process, pur con meno tiro, risulta uno dei brani più gradevoli di questo progetto.

Chiude l’album la melodica The Remaining Hours, quasi interamente strumentale ma molto interessante.

Tranne qualche talentuoso inserto vocale, l’album suscita qualche perplessità, soprattutto da una band che dichiara di essere una commistione di dubstep, deathcore ed elettronica. Tranne la prima traccia, le restanti poco si discostano da quello che tanti gruppi sul genere propongono nell’ambito deathcore.

Il talento c’è e si sente, probabilmente non è facile applicare sui brani un mix fra dubstep ed elettronica ed un mondo come quello del death; con un po’ di fatica questi Human Improvement Process potrebbero però riuscirci e, in quel momento, sarà il delirio !


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Fabio Busi
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