Fire Trails: all’ombra dei Vanadium

Fresco esordio per la nuova creatura di Pino Scotto. Questa volta è un ritorno "rievocativo": ha resuscitato, a gran voce, il fantasma dei suoi Vanadium

Fire Trails

Vanadium Tribute

(Cd, Underground Symphony/Audioglobe, 2003)

heavy metal


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Debutto discografico autocelebrativo per gli italiani Fire Trails. Sì, proprio così, perchè nella line-up della band troviamo nientedimeno che Pino Scotto e Lio Mascheroni, leader storici proprio dei Vanadium.

Questo platter tenta di recuperare quanto interrotto della metal band italiana negli anni ’80. La scaletta prevede, infatti, nove brani tratti delle vecchie produzioni, più una manciata di nuove tracce.

Siamo di fronte, chiaramente, ad un heavy metal classico, che più classico non si può. Il riferimento che viene in mente è quello dei primi Iron Maiden con un metallo veloce e stizzito, che però non disprezza l’uso accorto delle tastiere.

Una produzione accurata, ma non perfetta, fa si che i pezzi scorrano via piacevolmente; i brani scivolano bene, incuranti della nostalgia che provocano. L’opener Run Too Fast oppure Too Young to Die sono mazzate al collo, e danno diversi punti a molte giovani band. Da segnalare anche la presenza, alle tastiere, di Danny Payronel degli UFO, nella song We Wanna Live With Rock’n’Roll.

Interessanti le tre nuove composizioni, benchè non si discostino di molto dal clichè proposto. Un vero peccato perché, francamente, ci si aspettava qualche cambiamento stilistico. Vada per le “cover” dei Vanadium, ma almeno le nuove tracce potevano essere “confezionate” un pò diversamente.

Quest’abile mossa è indicata soprattutto agli inguaribili nostalgici dei tempi andati, ma non aggiunge granchè a quanto già detto e fatto dai Vanadium, soprattutto per chi possiede le produzioni originali.

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Vincenzo Riggio
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