The Fat White Family: Champagne Holocaust

Grande dispiego di stravaganza in Champagne Holocaust del sestetto dei The Fat White Family, un concentrato di sana follia stilistica che azzecca il buonumore di un ascolto oltre l’ascolto. Normalità goodbye

The Fat White Family

Champagne Holocaust

(Trash Mouth)

psichedelia, extravaganza

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The Fat White FamilySe siete in vagabondaggio musicale alla scoperta di un qualcosa che non sia collegabile a mode, uniformato a cliché da tavolino o di un piacere stravagante che finalmente potrebbe fare leva su contrapposizioni e lanci saturnali verso lidi psichedelici col vizio dell’avanguardia, siete capitati nel giusta “orbita”, questa pasticca sonora fa proprio per voi.

Da Brighton arriva la stravaganza apicale dei The Fat White Family, sei pazzi scatenati e squadrati che con Champagne Holocaust, tagliano corto con i molti convenevoli di prassi e ingigantiscono quello che nella musica estrema viene definito caos mood, undici tracciati che non conoscono vie di mezzo, o si adorano oppure si odiano all’incanto; la loro è una salita e discesa contemporanea dentro stili personalissimi e senza angolazioni commerciali, vagano a zig zag in un mondo trasversale, optometrico e drogato di palpitazioni naif, a volte ingenue altre volpine, ma che in ogni modo assicurano uno stereo trip di quelli dop.

Devono aver ascoltato moltissimo – in tempi non sospetti – dischi dei Fugs e una volta imparata la “distonia” hanno preso dall’oggi spore metafisiche di Cramps, Birthday Party e – perché no – Monks, e poi via tutto nella centrifuga creativa, tanto che l’ascolto è messo un pochetto alla dura prova dell’ambientazione d’orecchi, ma – vi assicuriamo – una volta presi dall’ingranaggio e trasportati al centro focale del registrato, vedrete tutto sotto altri aspetti e colori, suoni, parapapà e gusto saranno dalla vostra.

Il leader vocal della band Lias Saudi ossessivamente chiede chi abbia ucciso Lee Oswald – l’assassino di JFKennedy – in Who shot Lee Osvald, poi la bella sfocata blues che fa sghemba Special ape, la ballatona alcolica che opacizza Garden of the numb, un folk che si tiene con le mani giunte Borderline o il filo elettrico che incendia Is it raining in your mouth? , praticamente andrete incontro a tutto quello che in un disco normale non esiste se non in poche altre eccezioni, ma molto rare.

Puttane, invertiti, disastri sociali, sesso in tutte le posizioni e amori strappati da chissà cosa sono l’arredamento di questo stupendo esempio di anarchia sonora formato disco, una lezione indipendente e fuori dalle righe che dalla Terra d’Albione lancia segnali di fumo ai bacchettoni delle terre di sotto, Italy included!

 

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Max Sannella
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