Emily Jane White: Dark Undercoat

Songwriter, giovane, americana, Emily Jane White. E già si parte coi paragoni illustri. Un invito: prima di tutto, ascoltiamo Dark Undercoat, poi magari, se ne può anche parlare

Emily Jane White

Dark Undercoat

(Cd, Double Negative, 2008)

folk

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Un folk fatto di canzoni calde e semplici, ma senza scopiazzare troppo (ribadisco, troppo) altre voci femminili della scena folk presente (Cat Power su tutte) e passate (Joni Mitchell, su tutte). Ciò che conta è che nella voce di Emily Jane White si ritrova quella semplicità che stupisce. Negli intrecci di chitarra e pianoforte (The Demon), nel sapersi mantenere lieve, nell’uso ponderato degli archi e delle ritmiche.

Dark Undercoat mantiene una sua autonomia ed un suo carattere ben preciso, frutto di una personalità forte, di uno spiccato talento, di una certa attitudine notturna (Dagger), minimale quanto basta (Blue) . Un disco nero, sincero, ispirato e caldo (tutti aggettivi che ritroviamo nella splendida Dark Undercoat).

Novita? Nessuna. Invenzioni compositive fuori dal comune? Nessuna. Ma per una volta (anche se è un invito che ho fatto altre volte), prendiamo un disco per quello che è: non dirompente, non innovativo, ma emozionante, carico di passioni, bello.

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Emmanuele Margiotta
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