Alessandra Celletti: Way Out

Musicista romana, di grande sensibilità e talento, Alessandra Celletti si conferma come una delle più incantevoli voci femminili italiane

Alessandra Celletti

Way Out

(Cd, Goodfellas, 2008)

neo minimalismo

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Sembra una perla emersa dal mare, questo disco di Alessandra Celletti. All’interno di un contesto musicale spesso saturo di banalità e cattivo gusto, Way Out ha due caratteristiche che di rado si incontrano: semplicità e bellezza. Proprio come una perla, essenziale nella forma e nel colore, e per questo perfetta.

Semplicità che non coincide con banalità, dato che l’album è sfaccettato ed eclettico. Ognuna delle diciassette tracce è a suo modo incantevole, e tutte sono accumunate da una grande competenza strumentale e da arrangiamenti originali.

Alessandra Celletti riesce ad ammaliare sia nelle sospiranti ballate strumentali, con un pianoforte che lacrima accordi (Dear To Me, I Descend To You, You Descent To Me, Two Trees), sia nei brani cantati. Perché quella di Alessandra è una voce difficile da dimenticare. Non perché sia particolarmente virtuosa, o perché si lanci in ugulanti arpeggi. La voce di Alessandra è speciale perché è pura, limpida. In essa si può sentire ogni minima increspatura, ogni singolo cambio di respiro. Una voce che, come quella di un bambino, improvvisamente si acciglia, poi ride, poi si fa sottile come un palpito. Talmente profonda che a volte sembra la voce di un’attrice di teatro.

E grazie a questa voce preziosa nascono nere canzoni struggenti, come Comets Made Of Tears e Ask Me, schizzi musicali agrodolci, come Child Of Fools, e sbarazzini divertissment (l’irresistibile 100 Dreams, una filastrocca groovy con lineari scale di pianoforte da principianti e miagolii di gattini).

La semplicità di Alessandra Celletti è la semplicità di chi ha un gusto raffinato, di chi non ha bisogno di stupire con astruse distorsioni elettroniche create ad arte per vestire un brano inconsistente. Solo voce, pianoforte, tanto talento e tanta sensibilità, tutto il resto è superfluo.

P.S.: quella qui recensita è la seconda edizione di Way Out, in cui sono state ri-registrate le parti vocali. La scorsa primavera, durante la presentazione della prima versione dell’album, avevamo intervistato Alessandra Celletti. Ecco il video:
https://www.rockshock.it/alessandra-celletti-intervista/

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Sofia Marelli
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