Nico Negro: The Parade of Paper Soldier

The Parade of Paper Soldier è un disco intriso delle migliori caratteristiche del cantautorato americano: malinconia, ispirazione, intensità

Nico Negro

The Parade of Paper Soldier

(Cd, Seahorse Recordings, 2008)

indie folk


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A volte è incredibile scoprire come la malinconia possa essere sublimata in belle canzoni.
È quello che succede in The Parade of Paper Soldier, il disco d’esordio dell’italiano Nico Negro.

Undici canzoni perfettamente ascrivibili nel solco del cantautorato americano più tradizionale, incupito da tinte angoscianti e meste, a metà strada tra le atmosfere plumbee di Nick Cave e quelle marcescenti di Tom Waits.

E in effetti i brani di The Parede of Paper Soldier sembrano essere stati scritti di getto dopo una sbronza triste (e il fatto che tutto il disco sia stato suonato dallo stesso Nico Negro con una chitarra spoglia e asciutta non fa che acutizzare il senso di immediatezza).

Pochi accordi ostinati ripetuti a rotazione, ogni tanto vivacizzati da strumenti di accompagnamento come l’armonica, sono sufficienti per creare canzoni intense, come la struggente Honeybee o la ariosa Dreams, Games at Love. Ogni tanto il disco si concede qualche divagazione sbarazzina e groovie, come nella tracklist.

Nico Negro ha un ottimo gusto musicale ed è sulla strada giusta. Peccato che il suo stile sia ancora così esterofilo, ancora troppo debitore dei vari Bob Dylan, e non ancora caratterizzato da una marca personale. Ma questo è un aspetto che verrà affinato con il tempo. Perché la musica di Nico Negro ha un grande pregio, che è quello della genuinità. Quando il cuore è stretto da una morsa, e l’unica soluzione è quella di scrivere una canzone.

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Sofia Marelli
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