Kimya Dawson: Alphabutt

Un disco per bambini e fatto da bambini cantata dalla ex Moldy Peaches Kimya Dawson. Un inno alla gioia per ritrovare l’infanzia perduta

Kimya Dawson

Alphabutt

(Cd, K, 2008)

anti-folk

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Fa uno strano effetto ascoltare Alphabutt. Le filastrocche giocose di cui è composto il disco richiamano alla mente nenie infantili, tiritere divertite, ritornelli gridati a squarciagola che appartengono a quel mondo ingenuo dei bambini che abbiamo lasciato alle spalle tanti anni fa, e che è rimasto come sopito in qualche parte nel nostro inconscio. Ma adesso è arrivata Kimya Dawson a svegliarlo.

Era proprio questo l’intento della cantautrice americana. Kimya Dawson, dopo aver fatto, a suo modo, la storia della musica insieme ad Adam Green nei Moldy Peaches (tornati all’attenzione dopo che alcuni loro brani sono stati inseriti nella colonna sonora del film Juno), ha proseguito la sua carriera solista restando fedele allo spirito anti-folk del gruppo, attraverso canzoni che uniscono la bassa risoluzione e la ricercata imperfezione del punk all’attitudine intimista del folk.

Alphabutt raccoglie quindici canzoni per bambini scritte dalla stessa Kimya ed eseguiti con alcuni amici musicisti, i quali si sono portati in studio di registrazione i propri pargoletti per farli intervenire nei brani con risate e schiamazzi. L’album assume così un aspetto di familiarità e di calore, caratteristiche tanto cercate ma difficilmente trovate in musica.

Su tutto prevale la voce calda e semplice di Kimya, che si diverte ad intonare canzonette ripetitive e dall’allegria contagiante, sporcate ad arte da chitarre scordate, rantolii di bambini che tentano di cantare, controcanti stonati, tamburelli, campanellini, battiti di mani, carillon, trombette, giocattoli rumorosi…In mezzo a tanto fracasso tutti questi elementi riescono misteriosamente a trovare una candida armonia.

L’album regala anche brani più riflessivi ed intimisti, meno inconsapevoli e più profondi, nonostante la formula di base si mantenga perlopiù inalterata (voce, chitarra, rumori di sottofondo). Basti pensare a Happy Home (Keep On Writing), I Love You Sweet Baby e Sunbeams And Some Beans, che sembrano delle ninna-nanne con una vena dolce e malinconica.

Alphabutt è un piccolo capolavoro di semplicità e di tenerezza. Per bambini che vogliono continuare ad essere allegri, e per adulti che vogliono tornare, almeno per la durata di quindici canzoni, ad esserlo.

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Sofia Marelli
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