Silvia’s Magic Hands: Flying Saucer For Recreation

Chitarre acustiche senza tempo si intrecciano per dar vita ad un’ottima combinazione di folk e blues, lasciando anche spazio a momenti di sperimentazione. Questo ed altro all’interno di Flying saucer for recreation, album d’esordio per i Silvia’s magic hands.

Silvia’s Magic Hands

Flying Saucer For Recreation

(Cd, Irma records)

blues, folk

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silvias-magic-handsIn un periodo dove la tecnologia applicata sembra essere diventata il fulcro della musica del 21° secolo, Flying saucer for recreation ci ricorda che spesso le emozioni più profonde possono essere trasmesse facendo qualche passo indietro, rivisitando motivi che hanno fatto la storia della musica.

I Silvia’s magic hands (band per due terzi italiana, per un terzo inglese) si offrono da guida per un vero e proprio viaggio nel tempo. È come se volessero focalizzare l’attenzione dell’ascoltatore su una serie di periodi musicali che spaziano dagli anni 50 fino ad oggi, passando dal folk dei “maestri” Bob Dylan e Jeff Buckley al blues di PJ Harvey, ma non solo, dato che l’influenza dei White Stripes si fa sentire…

Quindi, che non siano ingannevoli le ritmiche acustiche, peraltro ben strutturate, che fanno da cornice a questo lavoro. La psichedelia e la sperimentazione sono un tratto molto importante per la band, ma su di esse c’è ancora da lavorare: se gli effetti sperimentali risultano azzeccati in While sailing ‘round the ocean, traccia ricca di emozioni dove la voce blues di James Wood III echeggia in mezzo ad un oceano acustico, non si può dire la stessa cosa per i sintetizzatori, freddi e un pò fuori tema sia per l’incisiva A soldier’s lament (singolo che apre l’album e che ci accompagna fra la polvere delle vecchie campagne inglesi), sia per il ritmo incalzante di Prediliction for the blues.

L’armonica è la protagonista indiscussa della ballad song Blue skies, circondata da strumenti che pizzicati con dolcezza toccano anche il cuore dei più scettici del genere.

Up in the crow’s nest e You changed your mind (quest’ultima riprodotta in stile radio anni ‘50) chiudono il primo full-length dei Silvia’s magic hands; ancora una volta prevale il genere country-folk del passato.

Un trio decisamente ben coordinato, non si nota poi così tanto l’assenza del basso quando al timone ci sono una batteria che ritmicamente non fa una sbavatura e due chitarre acustiche che si intrecciano in un contesto dove nessuna nota è casuale (improvvisata forse, ma mai fuori luogo). Nonostante la band si sia formata solo un anno fa, l’affiatamento è facilmente percepibile.

Alcune parti synth poco convincenti passano in secondo piano dopo aver ascoltato tanto gusto e tanta passione per lo strumento acustico.

Forse sono ancora alla ricerca di un proprio stile, ma una cosa è sicura: i Silvia’s magic hands hanno tutte le carte in regola per diventare una delle migliori folk band italiane (e non solo…) dei prossimi anni.

www.myspace.com/silviasmagichands

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Thomas Cateni
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