Meganoidi: l’intervista

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Meganoidi

Roma, Fiesta, 25 giugno 2003

live report

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I circa 3.000 presenti non sono un semplice pubblico, ma un popolo di pazzi scatenati, pronti a pogare festosi al primo accenno di ritmo più veloce, a prodursi in spericolati stage diving, a cantare con Davide, a divertirsi e a spellarsi le mani per i Meganoidi, oltre che – appena apertosi un varco nella security – ad invadere pacificamente e festosamente il palco (vedi il video dell’intervista).

Oggi i Meganoidi rischiano grosso. Rispetto allo ska ironico e spenseriato di qualche anno fa, ora praticano un frullato di punk-rock-ska-core più aggressivo del passato, ma anche più tetro, se non altro perché i testi sono squisitamente ragionati e pronti a fotografare la società contemporanea con una punta di sano pessimismo.

La band genovese ha abbondonato le divise, gettando alle ortiche gli abiti neri, le camicie bianche, i cravattini e gli occhiali scuri d’ordinanza, a vantaggio di una libertà di pensiero e di azione che li fa spaziare a tutto tondo nei vari percorsi del punk-rock. Ma soprattutto oggi i Meganoidi suonano più compatti che in passato, ruvidi, aggressivi, senza sbavature, pronti ad assalti sonori come ad aperture melodiche.

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About Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)
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