RockShock

Zero In On: Silly Lilly

Antonio Viscido 3 giugno 2010 Recensioni Cd

Zero In On

Silly Lilly

(Mp3, iTunes)

alternative rock

________________

Lo so che è una classica citazione, forse ormai è anche un luogo comune riferito agli svizzeri, tant’è. Orson Welles disse: “In Italia, per trent’anni sotto il potere dei Borgia, ci furono guerra, terrore, assassini e spargimenti di sangue, ma questi anni produssero Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di democrazia e pace, e che cosa hanno prodotto? L’orologio a cucù.

In ogni caso, anche se sentita e risentita, e forse abusata, è la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando il nuovo disco dei Zero In On, Silly Illy, un buon prodotto di rock alternativo, con molteplici citazioni ed origini, tutte di rispetto e molto più mature di quello che mi immaginavo, con la piccola pecca di non avere niente di particolarmente esaltante.

Ora, devo ammettere di non essere esperto di musica rock svizzera (mi vengono in mente gli Yello e solo ora ho visto che i Celtic Frost sono elvetici), e di ciò ne faccio ammenda, quindi non sono in grado di valutare se altre band svizzere siano state in grado di produrre un “rock svizzero” degno di tal nome, con delle caratteristiche peculiari in grado da poterne creare una vera e propria categoria.

Una cosa è certa: i ragazzi svizzeri, così come tutti i ragazzi del mondo, ascoltano il rock anglo/americano e di conseguenza imparano a suonare ascoltando i loro dischi. Gli Zero In On hanno ascoltato molti dischi ed hanno imparato bene. Io ci sento di tutto e di più, dai Muse ai Turin Brakes, i Vails e gli U2, Tom Waits ed Elvis. Molto carino il brano Sergeant Dylan Sand, con la sua intro ed i suoi fiati, che si stacca dal resto del disco, per la sua ritmica più vicina al folk che al punk; un po’ imbarazzante la somiglianza del la la la di Coloured Wall con Party Girl (ok, per i puristi Trash, Trampoline and the Party Girl) degli U2, ma in fondo piacevole e la somiglianza non è sufficiente per gridare al plagio o allo scandalo.

Un disco senza infamia e senza lode? forse. Ne avremmo potuto fare a meno? no, perché anch’esso contribuisce ad arricchire la Svizzera con un disco che per quanto poco originale, è suonato bene ed i brani sono dei bei brani. Di dischi così in Italia se ne sentono tantissimi, ed in Italia abbiamo anche il “rock italiano”.

Gli ultimi articoli di Antonio Viscido

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Leave A Response