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The Mirror vs Hinkel: The Big Eye

Scritto da Angelo Damiano Delliponti – 3 marzo 2009 –Nessun commento

The Mirrors vs Hinkel

The Big Eye

(Cd, Echophonic & Think Tank, 2008)

psychedelic pop

________________

23102008125921 The Mirror vs Hinkel: The Big EyeThe Big Eye – l’occhio del grande fratello orwelliano, quello di 1984 – è un titolo che lascia presagire chissà cosa (vista l’attualità del tema), sia che si prenda come riferimento la società a tutto tondo che il programma televisivo fin troppo “onnipresente” – più dell’occhio che ci scruta instancabilmente.

Innanzitutto bisogna precisare che si tratta di uno split di quattro brani, la cui paternità è da attribuire ai Mirrors (band milanese all’attivo dal 2003, recentemente scoperta da Steve Zuckerman) e a Hinkel (progetto solista dell’artista tedesco Volker Hinkel). (La copertina del mini-album è un’opera di Andy dei Bluvertigo).

Dopodiché si passa alla descrizione dei brani: Through, dei Mirrors, è un pezzo dance pop/indie, impreziosito da fraseggi psichedelici di vario tipo. (Non male). L’altro dei Mirrors  – il terzo – è My Sonic Love, brano di chiara discendenza eighties, con un altro ritmo incalzante. Le dolenti note, purtroppo, giungono con gli Hinkel, il cui pop da classifica non lascia nulla all’ascoltatore, tranne che un senso di piattezza e di “già sentito troppe volte”. (Per non parlare, poi, del pacchianissimo vocoder di Run..).

Ma, tutto sommato, cosa ci si poteva aspettare da uno split di questo tipo? (Cosa ci si può aspettare da uno split in generale, sarebbe forse la domanda giusta). E’ che, qui, di orwelliano non c’è un bel niente – tranne che il bellissimo disegno di Andy -, e la scelta del mescolamento di queste due creature non è stata forse azzeccatissima, vista l’idiosincrasia stilistica.

Rimangono comunque gli spunti dei Mirrors, a sottolineare la presenza di un talento che, si spera, riuscirà a germogliare, in futuro, con maggior decisione.

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