RockShock

Terzo Livello: The Silent City

Antonio Viscido 19 settembre 2010 Recensioni Cd
terzo-livello

Terzo Livello

The Silent City

(CD, Copro Records)

rock

________________

terzo-livelloLe campagne di marketing alle volte sono come delle vere e proprie campagne di guerra o d’amore: nel primo caso per conquistare un territorio o una popolazione, nel secondo per conquistare l’amata. Nel marketing le due classi coincidono. Come si sa, in amore e guerra tutto è concesso. Ma bisogna stare attenti.

Il disco dei Terzo Livello, The Silent City è un buon disco di rock che si snoda tra il progressive nuova generazione e l’hard rock melodico.

Il livello di emotività però è statico, non ci sono picchi emotivi, e quando ci sono (Lost) si perdono poi nella banalità, ed è un peccato.

Ci sono anche dei punti dove il suono (Happy Birth Man) scivola pericolosamente verso sonorità più vicina ai nuovi rockettari melodici italiani (Renga e company) che ai Porcupine Tree.

Tutto sommato il disco è onesto e ben prodotto…  se solo nel loro sito non avessero scritto (in inglese) : “Qualcosa che non avevate mai sentito prima… intenso e melanconico… che vi lascerà senza fiato”.  In realtà sono tutti suoni già abbondantemente sentiti ed anche le tematiche trattatte sono al limite del trito e ritrito.

Effettivamente una cosa non l’avevo mai sentita: una bella voce ma una pronuncia inglese molto approssimativa. Io non ho niente contro chi canta in inglese pur essendo italiano, anzi ben vengano. Però deve essere inglese con la pronuncia perfetta, magari anche con un bell’accento non puro, ma sempre inglese. Lo so, è una polemica che si trascina da anni, da prima che iniziassi a scrivere di musica e non ne usciremo mai con una risposta che soddisfi tutti.

Una cosa positiva la trovo nella strategia di mercato che hanno adottato, con la scelta di creare un piccolo mistero intorno all’ultima traccia del disco che pare porterà verso l’inaudito, tantissimo materiele inedito dei Terzo Livello. Non è che non l’abbia mai fatto nessuno, però credo che sia in ogni caso una strategia corretta per vendere dischi: se compri il disco, ti regalo un sacco di belle cose. Questo mi piace molto, moltissimo.


Gli ultimi articoli di Antonio Viscido

Terzo Livello: The Silent City il 19 settembre 2010 votato 2.0su 5
Condivi sui social network:

22 Comments

  1. Carlotta 29 settembre 2010 at 10:59

    Mha, non sono d’accordo, ho preso da poco il il disco e mi piace molto, non è banale come hai scritto. Poi parli di strategie di marketing di una band che esce per un etichetta indipendente… peccato, leggevo sempre le tue recensioni, ma con questa hai perso credibilità.

  2. Antonio 29 settembre 2010 at 13:12

    Ciao Carlotta, sono contento che tu abbia comprato il disco e che ti sia piaciuto. Mi dispiace di aver perso credibilità solo perché non ci troviamo d’accordo su un disco. Come ho detto è un buon disco rock, ben prodotto e ben suonato, ma non cantato bene, ed è una mia opinione. Le poche stelle che ho inserito nella recensione, non sono certo per il marketing! Continuo a pensare che non sia un disco rivoluzionario con suoni mai sentiti prima. Non credo di aver riconquistato la credibilità nei tuoi confronti questa risposta, ma spero sinceramente che tu legga ancora le mie recensioni ed a contestarle quando non sei della mia opinione. Fammi però anche sapere quando ti piace ciò che scrivo! Grazie mille, un salutone.

  3. Carlotta 29 settembre 2010 at 18:29

    Antonio caro, non contesto quanto hai scritto perchè è evidente che è una questione di gusti e come tutte le cose ad alcuni piacciono ed ad altri no. Io contesto completamente l’aver parlato di operazioni di marketing per una band che esce con una etichetta indipendente, il che prescinde totalmente dal fatto che il disco sia bello o meno. Perdi di credibilità perchè dimostri di non sapere come funzionano le cose, il che invece è assolutamente essenziale per un redattore. Detto questo continuerò come sempre a leggerti, mi piace il tuo modo di scrivere, ma in questo caso per me hai toppato di brutto.

  4. Antonio 29 settembre 2010 at 19:08

    Hai ragione, forse ho usato in maniera semplicistica il termine marketing, volendo riassumere in esso tutta una serie di processi che forse trovano miglior rappresentazione nel termine brand management, ovverosia la gestione di un nome, di un prodotto o di un progetto, attraverso tecniche di comunicazione ed altro, che aumentino e facciano risaltare il valore del nome, dell’oggetto o del progetto. Forse mi esprimo in maniera un po’ superficiale, non è il mio campo, ma se posso esprimermi in maniera brutale, non mantengono ciò che promettono nel loro sito. Il fatto che escano con una etichetta indipendente non capisco perché non possa essere associato al concetto di marketing. Certamente le etichette indipendenti non fanno marketing sul modello di quello delle major, ma hanno le loro strategie per porsi sul mercato, non è che fanno un disco e poi chi s’è visto, s’è visto. Certamente io non so come funzionano (tutte) le cose, ad esempio ho ancora problemi a capire i sincrociclotroni :-), però ti assicuro che il mondo dell’indie italiano ce l’ho perfettamente presente. Rimane il fatto che la valutazione del disco è sulla musica e non su cosa hanno scritto sul sito sulle loro mosse per farsi pubblicità. Un carissimo e sincero saluto.

  5. Mario Sempinari 30 settembre 2010 at 09:51

    Ho preso il disco quando li ho visti suonare a Londra (a parte che non capisco come farebbe una band che canta male in inglese a fare una turnee in Inghilterra, x me l’inglese è ok) perchè vivo lì e quando vengono band italiane cerco di andare a vederle. I suoni che usano e l’abbinamento voce e melodia è molto particolare, non avevo mai sentito prima un gruppo così, ok ci sono contaminazioni da altri generi ma come tutti i gruppi oggi. Forse dovresti ascoltare meglio il CD perchè è fantastico e x me è melodico senza essere banale, come invece molti altri gruppi moderni.

    Poi ho letto adesso che hai scritto che conosci il mondo delle indi italiane, ma la loro è un etichetta inglese… ah ecco, che poi tra l’altro ti pare che un etichetta inglese prende un gruppo che canta male in inglese?

  6. BIMBADOLCISSIMA 30 settembre 2010 at 10:40

    NON CI SONO PAROLE PER DESCRIVERE QUANTO E’ BELLO QUESTO DISCO, IO DICO CHE è IL DISCO CHE NON TI ASPETTI DA UNA BAND ITALIANA, CIOE’ SEMBRA UNA DISCO DI UN GRUPPO AMERICANO CAVOLO. W I TERZOLIVELLO!

  7. Mario Sempinari 30 settembre 2010 at 10:43

    Leggendo questa recensione mi è venuta un po’ di tristezza. L’inizio era promettente, ma il recensore è stato

    molto superficiale e deludente, lo noto sopratutto dall’aver detto “tematiche trattatte sono al limite del trito e ritrito.” Cioè non ha nemmeno capito che Walking in the snow tatta il tema dell’anoressia e Cherry Slot è una canzone di denuncia sull’attualissimo tema della dipendenza da gioco d’azzardo. Ma dai, sveglia!

  8. Gianluca 30 settembre 2010 at 15:21

    In ventanni che mi occupo di musica ne ho sentiti di dischi del cavolo, e quando finalmente esce qualcosa di decente in Italia, qualcosa che le riviste cartacee stanno osannando, bisogna trovare certe recensioni. Ma per piacere, ringrazio Marco che mi ha segnalato questo scempio e linko subito sul mio facebook così la gente evita di farsi un idea sbagliata.

  9. Antonio Viscido 1 ottobre 2010 at 02:33

    Carissimi commentatori, scusatemi se vi rispondo così tardi, ma sono rientrato a casa a mezzanotte dopo essere stato tutto il giorno fuori. Sono sempre contento quando ricevo commenti non benevoli alle mie recensioni perché ciò mi consente di ripensare alle cose che ho scritto, mi pongo dei dubbi che con la curiosità sono le strade principali per la conoscenza. Per iniziare, BIMBADOLCISSIMA, sono contentissimo che ti piaccia il disco e che ti riempia di gioia, sai quanti dischi che io adoro non hanno ricevuto nella loro storia recensioni benevole? anzi, solenni bocciature (ad esempio gli Strangelove), dal fior fiore della critica musicale italiana ed internazionale. Per il fatto che ti piaccia non ti considero una persona deludente o superficiale, solo una ragazza con un’opinione diversa dalla mia e che me lo dice senza offendermi, e ciò è bello. Per tutti gli altri: non credo di aver fatto uno scempio del disco dei terzo livello, ovverosia un atto di crudele violenza, come lo è invece la legge europea sulla vivisezione. A supporto di ciò mi autocito: “Il disco dei Terzo Livello, The Silent City è un buon disco di rock che si snoda tra il progressive nuova generazione e l’hard rock melodico. […]il disco è onesto e ben prodotto.” Non mi sembrano parole violente e crudeli. Il mio giudizio non da 5 stelle, è dato dal fatto che il disco non mi emoziona, ha suoni già sentiti e risentiti e mi sembra nel complesso banale. Anche per quanto riguarda le tematiche, ho usato la frase “al limite”. Non sono il primo gruppo che parla di dipendenza da gioco d’azzardo (ad esempio Easy Money di Billy Joel del 1983) o di anoressia (ad esempio Anorexic Beauty dei Pulp del 1987 e 4st 7lb dei Manic Street Preachers del 1994). Adesso però non iniziamo il giochino “allora dicci di cosa parlano tutte le canzoni e dimmi in quali altre canzoni si affrontano le stesse tematiche”. Poi c’è la “bella voce” (sono sempre mie parole), che a mio avviso non ha una bella pronuncia inglese, e che pur essendo intonata e potente, mi provoca la stessa noia di uno strumento scordato. Certo può migliorare. Per quanto riguarda l’etichetta, faccio mea culpa, non mi ero accorto che era inglese, ma il fatto che ci sia la Warner/Chappel nel mezzo, li rende sempre indipendenti? certo può essere una collaborazione, cooperazione, distribuzione, coproduzione, quello che volete, ma sempre Warner è! :-). Auguro a tutti una buonanotte e spero che Gianluca linki anche la mia risposta su Facebook, così non si fanno un’idea sbagliata… su di me! Buonanotte a tutti e grazie! Saluti.:-)

  10. Renato300 1 ottobre 2010 at 14:21

    Probabilmente una delle poche band italiane che si salvano e che portano la nostra musica all’estero! CD veramente bello, in live poi sono uguali al disco! Recensione scritta da un ragazzino di 13 anni?

  11. Carlotta 1 ottobre 2010 at 17:09

    non ci siamo proprio.

  12. Antonio 1 ottobre 2010 at 17:16

    @Carlotta: commento troppo facile, potrei dire la stessa cosa io del tuo commento.

  13. Mario Sempinari 3 ottobre 2010 at 10:03

    @Antonio Si ma tu hai parlato di temi “triti e ritriti” il che è un po diverso dal dire che un tema era già stato trattato nel millenovecentoeccetera… trito e ritrito è ben altro, e se poi ti vai a leggere un po di roba sul messaggio che portano avanti questi ragazzi, allora caprai meglio l’impegno messo. Molti lo avevano capito.

  14. Antonio Viscido 3 ottobre 2010 at 18:58

    @Mario: meglio così, ma la valutazione nel complesso non dipende solo dai temi, altrimenti, per tutte le canzoni che parlano d’amore, altro che trito e ritrito!
    @Renato300: magari avessi 13 anni! Però dire che i Terzo Livello sono una delle poche band italiane che si salvano e che portano la nostra musica all’estero, mi sembra un po’ ingeneroso verso tante altre che lo fanno. Poi il fatto che tu dica che dal vivo sono uguali al disco (non li ho mai visti, per cui il mio non è un giudizio sulle loro performance) per te è un valore, per me, in senso generale, non lo è, io preferisco quando i gruppi danno una versione live diversa dai dischi, ma si tratta solo di valutazioni diverse e di avere orizzonti diversi rispetto ai tuoi. Ciò non mi rende un ragazzino di 13 anni. Adesso vi saluto che devo andare a fare i compiti! :-)

  15. Nelsegnodeldestino 4 ottobre 2010 at 12:15

    Bravissimi Terzolivello, ascolto sempre il CD, fantastico! Perchè non venite a suonare a Mantova!?!?

  16. Ringhio 5 ottobre 2010 at 09:16

    Questa band sta avendo un successo enorme considerando che si tratta di un gruppo underground che italiano, dove si sa che non c’è molto spazio. La loro musica mi piace un casino, so anche sono stati in turnee da poco ma sul sito non ci sono indicati nuovi concerti, sapete se suoneranno a breve o se stanno già facendo il nuovo CD? Vi adoro!!! Questa recensione fa schifo!

  17. Antonio 5 ottobre 2010 at 10:39

    Ringrazio Dio, che m’ha fatto troppo poco intelligente.

  18. Marina 5 ottobre 2010 at 14:27

    ma si ma chi ha scritto sta rece? ma buuuuuuuuuuuuuu, grandi terzolivello, grandi! Ma nom ci vengo più su sto sito, che che cavolo.

  19. Cloude Strife 5 ottobre 2010 at 19:22

    Questa recensione è una vergogna…

  20. Negative Pressure X 6 ottobre 2010 at 12:00

    Nel 2008 li vidi suonare al MetalDay festival, erano l’unca band che si distingueva dalle altre, per alcuni magari un po fuori luogo, ma ci stavano dentro alla grande. Grande presenza scenica e live divertentissimo. Ora non ho ancora preso questo disco ma sicuramente ne voglio una copia perchè ho sentito qualche pezzo sul myspace e spaccano di brutto. Voce spettacolare e suoni potenti e diversi da tutti i gruppi che sanno solo copiare gli altri.

  21. Vanentino99 8 ottobre 2010 at 11:53

    Se questa pagina fosse di carta gli darei fuoco, avanti Terzo Livello, speriamo non diano a peso a chi non sa apprezzarli!!!!! POLLICE VERSO!

  22. Delfina 25 ottobre 2010 at 16:43

    Ma che diavolo scrivi?