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Phaith: Redrumorder

Miranda Saccaro 21 febbraio 2012 Recensioni Cd

Phaith

Redrumorder

(Cd, Drop Down Records)

heavy metal

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PhaithOpera prima ‘stagionata’ per la band di Cortina, Redrumorder vede la luce dopo più di dieci anni di vita e attività dei Phaith, con dieci pezzi impegnativi di heavy metal che si ispira ampiamente alle atmosfere degli anni ’70 e ’80.

Atmosfere cupe e cavernose, strutture che puntano su un’epica a tratti – forse un po’ troppo – labirintica, una continua ricerca di una forma personale e equilibrata e una predilezione per contenuti ‘pieni’, incisivi e suggestioni cinematografiche. E se a volte l’insieme è poco organico e un po’ faticoso, ciò è controbilanciato dai momenti intensi e dai numerosi spunti elargiti in tutta la durata dell’album.

L’esordio è aggressivo e cavernoso, grazie al veloce e violento War Morning 2.12, mentre Another Heart To Hurt, ma soprattutto 12 Wings, infondono drammaticità, malinconia e qualche elemento barocco nel discorso.

Ritorna un clima aspro e ghiacciato sulla struttura complessa di Factory Of Enemies, mentre Rorschach è un pezzo epico e molto cupo e affilato, seguito invece dal più sottile e ossessivo Videodrome. Fortemente melodrammatico, ma anche dotato di un vivace contrasto tra parti aggressive e segmenti più melodici e sospesi, è Blessed Is The Pain (Monsoon). Durata più contenuta per Deep In The Human Soul, che ha un intro elettrico e scuro, poi diventa serrato, dominato da voci cavernose. Velocissimo e vibrante Death Is Pornography, un pezzo molto intenso e lancinante che avvicina alla conclusione dell’album con il roccioso How Many Bullets, in cui si inserisce anche una parte lenta e melodica con chitarre acustiche.


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