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Daniel Johnston: Space Ducks

Gaetano Turchetta 24 maggio 2013 Recensioni Cd, Recensioni Libri
Daniel Johnston

Daniel Johnston

Space Ducks

(Cd, Feraltone)

indie, rock, folk

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Cresciuto con i fumetti di Capitan America e con i Beatles, Daniel Johnston ci regala – in 30 anni di carriera – più di 20 album studio con illustri collaborazioni (Tom Waits e Beck solo per citarne alcuni), dipinti  e raffigurazioni che arrivano ad essere esposti al Whitney Museum of American Art.

Geniale, eccentrico artista in Space Ducks  lascia che si dissolvano  i confini tra arte figurativa e musica (la colonna sonora e il libro sono completate da in app iOS che ci accompagnerà in un viaggio virtuale tra suoni, immagini ed interattività), raccontandoci  di come la nostre anatre spaziali salveranno il mondo dal male, volando tra le stelle e distruggendo i diavoli che avevano progettato di distruggere la Terra.

Traspare in questa opera tutto quello che influenza Daniel Johnston sin dalle origini, la sua passione per i fumetti, il forte attaccamento al suo paese, l’America, il legame spirituale con la Bibbia e l’ammirazione musicale per i Beatles.

La colonna sonora, che spazia dal folk,  all’indie, al rock, si avvale di numerose collaborazioni (tra cui Eleanor Friedberger, Deer Tick, Fruit Bats) lasciandoci immergere in sonorità e immagini che senza un motivo apparente ci sembrano legate, intrinseche l’una all’altra e imprescindibili.

L’album inizia con la divertente Space Ducks di Daniel  Johnston che con un melodia semplice ma efficace, volutamente infantile, ci apre lo scenario in cui  anatre spaziali sono pronte a combattere per la libertà.

Godibile ed orecchiabile Mean Girls Give Pleasure in cui il nostro Daniel di cimenta in un sorta di rap che sposa perfettamente il motivo principale in cui ammicca: mean girls give pleasure it’s my greatest treasure, della serie, anche le anatre spaziali hanno pulsioni.

La calda ed avvolgente My Favourite Cave  dei Die Mason Die ci riporta indietro come suoni ed atmosfere, in una dimensione sognante e scura, con una parte ritmica prettamente morriconiana e un ritornello conturbante ed efficace.

Intensa e  intima  Moment of Laughter, di Lavender Diamond  delizia, accarezzandole, le corde più profonde con la sua semplicità che emoziona, coinvolge, come in un sogno, come un viaggio spirituale che ci lascia riflessivi e sereni. Uno dei momenti più carismatici dell’album.

Album intenso dalle mille sfaccettature che legano tra loro con coesa grazia. Ruvido, sofferto come del resto è stata la vita di Daniel Johnston, ma anche fanciullesco e sognante, Space Ducks è un affresco vivace della genialità artistica di Daniel che supera spazio e tempo. Da non perdere.

 

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Daniel Johnston: Space Ducks il 24 maggio 2013 votato 3.0su 5
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2 Comments

  1. Francesco 24 maggio 2013 at 10:59

    Grazie Gaetano, riesci sempre a cogliere l’essenza delle opere e a farmi pregustare con incredibile esattezza il viaggio musicale che di li a breve avrà inizio.

    Francesco

  2. stefania 27 maggio 2013 at 14:07

    Grazie Gaetano, bella recensione, mi ha incuriosita.
    Voglio ascoltare l’album.
    Stefania

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