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Raster-Noton’s Electric Campfire 2016: la recensione (Roma, Villa Massimo, 9 settembre 2016)

Massimo Garofalo 10 settembre 2016 Live Report, Video
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Raster-Noton’s Electric Campfire 2016

Roma, Villa Massimo, 9 settembre 2016

live report

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Tutto comincia, continua (e finirà?) con i Kraftwerk. Se avrete pazienza di seguire questa cronaca dell’Electric Campfire 2016 scoprirete presto perché.

Come ogni anno dal 2007, l’ex borsista dell’Accademia di Cultura Tedesca Carsten Nicolai, in arte Alva Noto, celebra con i suoi sodali / compagni di scuderia la sua etichetta Raster-Noton con l’Electric Campfire, un festival in cui per 4 ore si succedono artisti di matrice strettamente elettronica accomunati dall’amore per la sperimentazione. E quest’anno si celebrano anche i vent’anni della label!

La manifestazione è iniziata nel 2007 con 150 partecipanti, mentre nel 2016 (oltre agli invitati dell’Accademia) 1.500 persone si sono accaparrate gli inviti da richiedere via email in 6 minuti !!!

Ma parliamo di musica, in ordine sparso.

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Alva Noto (a destra) con Ann-James Chaton. Roma, Villa Massimo, Electric Campfire, 9 settembre 2016. Foto di Massimo Garofalo.

Alva Noto è una spanna sopra i suoi colleghi di scuderia (e non) e gli basta davvero poco per dimostrarlo. Può fare quello che vuole, arrivare a un soffio dall’Oscar in connubio con Sakamoto, fare raffinata ambient-music, sperimentare o semplicemente divertire.
Stasera ha scelto la strada del divertimento, facendo scatenare la platea a forza di BPM, ma… Ma la classe non è acqua, dicevamo; le trame ritmiche di Nicolai non sono mai banali, la cura di ogni più sottile trama sonora è maniacale e il sound definito e ricercatissimo.
Nonostante il set decisamente techno (alla sua maniera, ovvio), non rinuncia a ospitare le sperimentazioni linguistiche di Ann-James Chaton per un brano che riprende lo schema già collaudato di Uni_Acronym. Geniale.

 

 

Alva Noto si comporta anche da perfetto padrone di casa, dando una mano a tutti e supervisionando tutto, intervenendo sulle macchine del suo socio e amico Byetone, in difficoltà con i video, a cui dopo quasi 15 minuti di traccheggio decidono di rinunciare. Ma la Raster-Noton è una grande famiglia e gli dà una mano Robert Lippok. Che sia una grande famiglia è ribadito proprio sul finale di serata, quando parte We Are Family, con tutti gli artisti sul palco a ballare e il pubblico con loro.

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Byetone (a sinistra) con Alva Noto (a destra) Roma, Villa Massimo, Electric Campfire, 9 settembre 2016. Foto di Massimo Garofalo.

Byetone, dicevamo, dopo il forfait dello scorso anno e lontano da parecchio dalle uscite discografiche: ci aspettavamo fischi e botti. E invece… ha riproposto la sua minimal-techno ipertrofica senza troppe variazioni.

Byetone mi offre lo spunto per chiarire la frase d’apertura. Mentre infatti Alva Noto prende da Numbers dei Kraftwerk alcuni suoni, Byetone rifà / copia / cita / campiona / remixa (scegliete voi) sia Numbers e sia Metal on Metal (la seconda parte di Trans Europe Express) spostandone solo alcune virgole. Il pubblico a Villa Massimo è mediamente molto giovane: sono sicuro che in pochissimi si siano accorti di qualcosa.

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Atom. Roma, Villa Massimo, Electric Campfire, 9 settembre 2016. Foto di Massimo Garofalo.

Ma il quartetto tedesco è ben presente anche nella mente (e nei computer) di Atom TM, a cui è affidato il compito di chiudere la serata. Il tedesco trapiantato in Cile Uwe Schmidt aveva infatti già avuto a che fare con i Kraftwerk usando il moniker Senior Coconut e addirittura realizzandone un disco di cover in stile brazilero. E in ogni caso è avvezzo a un melting pop musicale che gli consente di masticare un po’ di tutto e risputarlo nella sua salsa digitale (ascoltate HD e i suoi campionamenti di My Generation per capire meglio).
Stasera invece fa riferimento a Techno Pop, che i Kraftwerk pubblicarono nell’anno di grazia 1986, per riprenderne alcuni suoni percussivi usati per rivitalizzare Ich Bin Meine Maschine (il titolo vi dice qualcosa?), proposta in versione decisamente più robusta rispetto all’album (HD, 2013). Atom TM è l’altro fuoriclasse della serata, insieme al padrone di casa Alva Noto ha tracciato un solco fra ciò che l’elettronica è e quello a cui solo aspira ad essere.

 

Sorpresa della serata, almeno per me che non lo avevo mai incrociato, il russo di stanza in Svezia Ivan Pavlov, in arte CoH. La sua minimal / post / abstract-techno sperimentale s’esprime a forza di laptop, glitchs & clicks (a proposito di campionamenti, la definizione in corsivo non è mia). Oltre ad aver inciso una buona quantità di dischi, lavora prevalentemente come tecnico del suono. E si sente. Il suo gusto estetico è molto primi anni ’80, ma anche influenzato dagli esperimenti di dance elettronica anni ’70. E infatti… sul finale trasforma la sua musica in un remix live di I Feel Love, che Giorgio Moroder affidò a Donna Summer.

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CoH @ Electric Campfire 2016, Roma, Villa Massimo, 9 settembre. Foto di Massimo Garofalo.

La serata è stata aperta da Kyoka, che avevamo visto in azione sullo stesso palco due anni fa, ma allora suonava techno, stasera si produce in un set ambient-noise usando in diretta Traktor Scratch Pro, proiettato sul maxy-schermo.

Kyoka, Roma, Villa Massimo, 9 settembre 2016, Electric Campfire.

Kyoka, Roma, Villa Massimo, 9 settembre 2016, Electric Campfire.

Citazioni ritmiche veramente basiche dai Kraftwerk (ancora!) anche per la special guest della serata Dorit Chrysler. L’austriaca, laureata in musica sperimentale, trasferitasi a New York e balzata agli onori delle cronache per collaborazioni con Blonde Redhead e Radiohead (tra gli altri), ha provato a mettere in scena una sorta di cantaurato elettronico tanto interessante quanto decisamente fuori posto in una serata del genere.

Robert Lippok, invece, presente quasi ogni anno a Villa Massimo e che lo scorso anno ha pubblicato un nuovo lavor con Jesse Osborne-Lanthier in Compact Cassette (?!?), non la smette mai di sperimentare e non è mai uguale a se stesso. Componente degli ormai disciolti To Rococo Rot (dei geni in ambito IDM), Lippok stasera ha deciso di far battere i piedi in un set muscolare e con profonde influenze tribal-techno, non dimenticandosi di disturbare il tutto con scariche di noise.

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E quindi?

E quindi… Visto che siamo usi considerare l’Electric Campfire e la Raster-Noton come un termometro circa lo stato di salute della musica elettronica, stasera di malesseri non ne abbiamo riscontrati, ma nemmeno c’è da stare troppo tranquilli / in salute. Per la musica elettronica non è più tempo di sperimentazioni tanto per, né tantomeno per minestre (già troppo) riscaldate. E quindi va bene la devozione per i Padri (gli immarcescibili Kraftwerk), ma Alva Noto e Atom TM hanno dimostrato che al di là dell’amore genitoriale c’è spazio per metterci del proprio, divertendo, divertendosi e alzando (seppure solo di un pochino) ancora più in alto l’asticella.

E come ogni anno, GRAZIE all’Accademia di Cultura Tedesca che non solo ospita la manifestazione, la offre gratuitamente, dissetando gli assetati offrendo gratuitamente dell’ottima birra (tedesca, ovvio) e sfamando gli affamati con ben più nostrana pizza e porchetta.

 

Ecco la foto-gallery ufficiale del festival © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

© Villa Massimo Foto Alberto Novelli

© Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 

© Villa Massimo Foto Alberto Novelli

Robert Lippok © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 

Byetone © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

Byetone © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 

Alva Noto © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

Alva Noto © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 

© Villa Massimo Foto Alberto Novelli

© Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 

Atom TM © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

Atom TM © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 

Kyoka © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

Kyoka © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

CoH © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

CoH © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 

© Villa Massimo Foto Alberto Novelli

© Villa Massimo Foto Alberto Novelli

 


 

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