Rainska: Lo Specchio delle Vanità
Rainska
Lo Lo Specchio delle Vanità
(cd, Quick flow/Andromeda dischi)
Ska, punk, rock
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Un’apertura ovviamente dedicata alla pioggia, pochi secondi di introduzione e poi GO! Verso una masnade di brani a tempo ska, freschi e mutevoli. L’album dei Rainska introduce sé stesso con voci differenti, una volta è una chitarra rock, un’altra volta un sax o una tromba. La giustificazione che danno a questa versatilità risiede nella volontà di dar voce ad ognuno dei generi musicali a cui sono legati i singoli componenti del gruppo. Calcolando che l’attuale line-up prevede sette musicisti, fate un po’ voi i conti!
Lo specchio delle vanità è un album talmente vario che non può non piacere. Tutti i tredici brani hanno una matrice ska che li accompagna costantemente o sbuca fuori all’improvviso come in 11 Agosto, la cui apertura punk tra l’altro, è spaventosamente simile al brano I guess you’re right dei Posies, che sia una citazione?
I Rainska non sembrano dare troppa importanza al testo, l’obiettivo pare essere quello di divertirsi facendo musica. Una musica energica che parla anche di amore: “sei solo un sogno che ho perso da tempo e che non fa per me”. Una musica che descrive un mondo giovanile fatto di serate reggae e ska e di abbuffate di kebab. È un racconto simpatico quello della storia con Anna che inizia in Kebab e termina in Kebab part 2.
Anche Non è stato così facile ci ricorda quanto il gruppo sia influenzato tanto dal punk quanto dallo ska che un po’ funge da fase di relax. Arrivati a questo punto dell’album forse si è stanchi dei continui salti di genere e di ritmo o probabilmente non si è avuto neanche il tempo di pensare perché la musica fluiva così velocemente ed inaspettata da non dare spazio a collegamenti cerebrali se non quelli che danno l’ordine di muoversi!
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