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Modena City Ramblers: Onda Libera

Scritto da Beatrice Kabutakapua – 13 maggio 2009 –Nessun commento


Modena City Ramblers

Onda Libera

(Cd, Mescal)

folk

_______________

modena-city-ramblers-onda-liberaAscoltare un album della nuova formazione dei Modena City Ramblers è sempre un’operazione delicata. Reduci da un abbandono musicale ed uno terreno, la storica band si ripropone al mondo delle note con dodici nuove tracce.  Onda libera è stata presentata in anteprima attraverso un live tour partito a marzo e giunto in tutta Italia.

Onda Libera è la narrazione musicale di eventi della storia contemporanea. Un album che potrebbe essere racchiuso e rappresentato da due termini: libertà e terra. Sì, perché è la libertà quella tanto agognata, quella per la quale la voce di Betty ci dice che bisogna ancora combattere. Una libertà da vivere su questa “terra dei cento passi” (da notare il riferimento …) dalla quale i Modena traggono sonorità disparate.

Si va dal Salento, alla Giamaica reggae, dall’Irlanda ai paesi dell’Est Europeo. Per raccontare storie comuni ed universali.

L’album si apre con l’omonima Onda Libera. E passando per rocambolesche sonorità celtiche, si evolve sfruttando l’antica arma della filastrocca spesso raccontata dalla voce femminile come in Valzer chiuso in soffitta. Questa terza traccia è l’esempio calzante della versatilità caratterizzante il gruppo. Il titolo non è solo un’allusione alla danza in sei ottavi ma è la vera descrizione del brano: uno valzer. Ovvio che la firma è quella di un gruppo folk che mai abbandona le contaminazioni.

Tra tarantelle, dialetti, idiomi di paesi lontani, musiche balcaniche, Onda libera si racconta e ci racconta. Parla di  questo paese che “non è un paese per vecchi” in cui tuttavia superare una certa età diventa un’impresa degna di nota. Ecco quindi che un brano come Ballata della dama bianca, scaccia via ogni probabile dubbio sull’orientamento testuale di Onda libera. La salvezza sta però nella capacità di trasformare in realtà le parole di Libera mente, “esci dal controllo, usa il tuo cervello”.

Nel complesso, un album ricco, importante a livello di contenuti, senza necessità di commenti per la realizzazione musicale. Tuttavia nel corso dell’ascolto sussurra una sensazione,  la percezione di un’eccesso.  Qualcosa ci dice che Onda libera contiene un surplus di asserzioni talvolta preconfezionate e ripetute che vibrano all’interno dell’orecchio come inopportune reiterazioni.

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