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Maledetta Dopamina: recensione-disco omonimo

Laura Cirilli 30 gennaio 2017 Recensioni Cd

Maledetta Dopamina

s/t

Alternative rock, stoner rock

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recensione maledetta dopaminaMaledetta Dopamina è l’omonimo album del trio lombardo che dopo un anno e mezzo di lavoro in studio di registrazione, è uscito con questo disco potentissimo, dalle sonorità dure e decise.

Otto tracce, tutte molto energiche composte da due batterie ed un basso ma la cosa che forse disturba un po’ è l’assenza dei testi in tutte le canzoni. Nonostante questo, Lorenzo Novati al basso, Luca Novati alle batteria e alle percussioni e Luca Scattaretica alla batteria ed alle percussioni, suonano magistralmente, forse troppo.

Il disco è caratterizzato da una ritmica tesa ed irritabile ma che varia emotivamente di pezzo in pezzo, alternando suoni oscuri a momenti più melodici come ad esempio in Toro Sedato, in cui viene utilizzato anche un arrangiamento di viola e violini di Nicola Manzan.

Il mastering dell’intero album è stato affidato a Giovanni Versari che ha prestato particolare attenzione nel rendere i suoni compatti e consistenti ma il disco è stato registrato da Fabio Intraina presso Trai Studio di Inzago (Mi).

Durante la registrazione però, il trio si è cimentato anche in una intensa attività live che non solo lo ha fatto consolidare ma nella quale ha potuto sprigionare tutta la propria energia, creandosi un proprio spazio e condividendo il palco anche con Bologna Violenta e Mombu.

Maledetta Dopamina è il risultato del duro lavoro e dell’esperienza vissuta da questi tre ragazzi ma l’assenza di testi appunto e una ritmica un po’ troppo precisa, ne fanno un lavoro monotono, nonostante il trio sia ben amalgamato e suoni benissimo. Forse qualche suono un po’ più sporco non avrebbe stonato, anzi…


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Maledetta Dopamina: recensione-disco omonimo il 30 gennaio 2017 votato 2.0su 5
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