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Crystal Antlers

Scritto da Martina Bernareggi – 28 novembre 2008 –Nessun commento

Crystal Antlers

Crystal Antlers EP

(Cd, Touch and Go, 2008)

rock

_______________
Che gli spazzacamini avessero una particolare propensione al gesto canoro e allo spettacolarizzazione ce lo insegnava anni fa Mary Poppins. Ma di fronte ai Crystal Antler (spazzacamini di professione, appunto) siamo costretti a fare un passo più il là: non è un musical spensierato quello che ci viene proposto, ma un esplosivo insieme di chitarre noise e ritmiche scatenate, liriche urlate e distorsioni dissonanti, inframezzate da improvvisi stacchi melodici di grande effetto.

Al principio arriva un riverbero, poi ecco Until the Sun Dies che ci fa pensare di essere incappati nella ghost track di Nevermind; presto però i toni si smorzano e il ritmo cambia in tutta la parte centrale del brano, che ritorna solo nell’ultima strofa all’energia iniziale. Vexation è un’unica tirata in cui sono assoli sporchi e dissonanti a farla da padrone; lo stesso ci si aspetta da A Thousand Eyes che invece, dopo un’apertura frenetica, inchioda e si arresta per lasciar emergere una melodicità inaspettata, sostenuta da un giro di accordi di pianoforte. E’ affidata all’hammond (rimasto finora in secondo piano) l’introduzione di The Owl che si lascia andare a melodie ampie e trascinate, a differenza dei due minuti e mezzo di Arcturus, traccia successiva, avvolta da una nube di puro noise.
La chiusura dell’EP spetta a Parting Song For The Torn Sky che, con i suoi quasi sette minuti di urla deliranti e distorsioni inquietanti, ci lascia a riflettere con una gran confusione nella testa su una band che, in fin dei conti, sembra avere le idee chiare e le carte in regola per stupirci a breve con un album esplosivo.

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