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Brown and The Leaves: Landscapes

Scritto da Fabio Busi – 13 novembre 2009 –Nessun commento

Brown and The Leaves

Landscapes

(Cd, Red Birds Records/Seahorse Recordings)

indie-folk

_________________

Brown and The LeavesMattia Del Moro, in arte Brown And The Leaves, è cresciuto alle falde delle prealpi friulane, un luogo pieno di paesaggi incontaminati e fin da piccolo si è avvicinato alla musica, grazie al padre conduttore di Radio Sherwood e organizzatore di concerti verso la fine degli anni ’70.

Maturato con ascolti eclettici, passando dall’hip hop al punk, dall’hardcore al grunge, Mattia riscopre la passione per i suoni acustici e per Nick Drake. L’arte di sicuro ce l’ha nel sangue questo eclettico musicista di 24 anni; in famiglia oltre al padre appartenente al mondo musicale, sono presenti scultori, scrittori, pittori e anche Mattia nel suo mondo musicale si permette di inserirci la pittura e gli studi di Architettura a Venezia.

Ascoltando l’album d’esordio Landscapes è immediato riscontrare una certa malinconia positiva, quella malinconia tipica brasiliana che riporta a momenti di quiete e che non viene sentita come sentimento negativo.

L’album inizia con Brand New World, circa 5 minuti che ricordano fortemente Badly Drawn Boy ma che si caratterizzano per una maggior leggerezza in stile Kings Of Convenience, così come la successiva Erasmus che pare tratta direttamente dal repertorio del duo norvegese. Quello che contraddistingue però questo giovane musicista italiano è una particolare freschezza degli arrangiamenti che variano spesso nell’ambito del cd senza mai annoiare, come spesso succede in ambito nu-folk.

It Has Got To Be rapisce per circa 6 minuti con quel suo alternarsi fra pause e momenti più incalzanti. In Spinning Leaves un lieve accenno d’archi ci fa già perdere la testa per il progetto di Brown And The Leaves. Eccellente armonia in Don’t Make A Move che lascia spazio al tocco tropicalista di Quiet Life In A Quiet Place, una delle punte di diamante di questo Landscapes.

Still awake rimanda a certe composizioni del primo Brett Dennen mentre Just Let You Know evoca atmosfere da tramonto hawaiiano. Fragments è il brano più bello dell’album e la voce di Mattia qua perde la quiete e assume tratti più inquieti. La deliziosissima While The Waves che ci toglie da quest’autunno uggioso e ci trasporta su di una spiaggia attorno a un falò, introduce alla conclusiva Locked In A Cage caratterizzata da una tromba molto charmant.

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, la giornata di Mattia Del Moro sarà di sicuro da ricordare. Speriamo che riesca a farsi breccia fra i tanti sconosciuti che vengono proposti solamente in quanto stranieri … un po’ di italianità non guasterebbe, soprattutto se di questo livello !!!

www.myspace.com/aboutbrown

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