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Apparatjik: We Are Here

Antonio Viscido 15 febbraio 2010 Recensioni Cd

Apparatjik

We Are Here

(Cd, Meta Merge Un Recordings)

electro-pop

________________

Un disco che si ascolta con piacere ma che ha dei contenuti banali tanto da essere imbarazzante sapere chi li ha prodotti. Forse neanche poi tanto imbarazzante. In fondo stiamo parlando di un pezzetto dei Coldplay (Guy Berryman, il bassista), uno dei gruppi più sopravvalutati della storia della musica, di un pezzetto degli A-Ha (Magne Furuholmen), un nome una garanzia, uno dei Mew (Jonas Bjerre), un gruppo danese e il produttore Martin Terefe della Kensaltown Records.

Così come si ascoltano i Coldplay, si ascoltano gli Apparatjik: si canticchiano, si fischiettano, ma non rimane assolutamente niente. Sembra una raccolta antologica di canzoni pop anglofone prodotte dagli anni ’80 in poi, senza nessun plagio, sia chiaro, solo suoni già sentiti e risentiti ed un po’ di autoreferenziazione, lato Coldplay. Ovviamente sono piacevoli, li abbiamo ascoltati così tanto che sono nelle nostre orecchie da quando eravamo piccoli! Intendo dire i suoni. Hanno provato anche ad infilarci degli episodi che fanno pensare ad un minimo di sperimentazione, ma visti i risultati, potevano anche evitare.

Se i musicisti avessero messo lo stesso impegno nello scrivere le canzoni che i grafici, i webmaster, i direttori di marketing, e forse che anche loro stessi, hanno messo nella creazione del sito (ricco anch’esso, ed anch’esso banalotto) e di tutto l’impianto di merchandising che sono riusciti a creare, forse avremmo ascoltato anche qualche emozione in più oltre che i piacevoli, anche se soliti, suoni che ormai fanno parte del millennio scorso.

Non posso dire che è un disco brutto, vorrebbe dire che non mi piace tutta, o buon parte della musica pop elettronica che ho ascoltato fino ad oggi e che continuerò ad ascoltare, è solo un disco che non mi arrichisce e che non mi emoziona. Ma come sottofondo in un supermarket può anche andar bene.



 

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Apparatjik: We Are Here il 15 febbraio 2010 votato 2.0su 5
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24 Comments

  1. Kitten 16 febbraio 2010 at 08:59

    Trovo l’album orecchiabile fin dal primo ascolto.
    Il progetto Apparatjik comprende anche arte, film e scienza. Avendolo seguito fin dall’inizio ho potuto godere dei vari rompicapo proposti durante i mesi passati. Sicuramente non per tutti e non immediati ma… l’album lo è. Almeno a mio avviso.
    Per il sito in realtà i webaster hanno eseguito le istruzioni degli artisti…
    al supermarket comunque in sottofondo trovi altri artisti (gli stessi che trovo al reparto che chiamano musica): quelli che le major vogliono far entrare nella testa di tutti con il lavaggio del cervello. Non credo di dovere spiegare io come funziona…
    Io credo che l’album sia elettronica di classe. E’ sicuramente particolare. Ma del resto quando unisci Coldplay, Mew, a-ha ed un supre produttore come Terefe (produttore n°10 al mondo per l’anno 2009 secondo Billboard) non bisogna meravigliarsi.
    Le mie preferite su questo album:
    Antlers
    In A Quite Corner

  2. car73 16 febbraio 2010 at 09:37

    Affermazioni del genere: “Hanno provato anche ad infilarci degli episodi che fanno pensare ad un minimo di sperimentazione, ma visti i risultati, potevano anche evitare” mi fanno pensare che chi ha scritto questa recensione lo abbia fatto senza nemmeno aver ascoltato l’album…
    Vabbè, pazienza: sicuramente chi lavora nel fortunato supermarket dove “We Are Here” sarà scelto come sottofondo lo saprà recensire con un briciolo di competenza in più…! :)

  3. Claudia 16 febbraio 2010 at 10:25

    Posto che questo tipo di musica non è esattamente di mio gusto, tuttavia ho l’impressione che il disco sia stato recensito per sentito dire e basandosi su pregiudizi (frase-spia: “i Coldplay, il gruppo più sopravvalutato della storia della musica, e gli A-ha, un nome una garanzia”). Innanzitutto perché mi chiedo COSA ci sia esattamente dei Coldplay nelle canzoni (canzoni? o dovremmo piuttosto chiamarle “composizioni sperimentali”?) degli Apparatjik. Forse nei suoni del tutto elettronici? O magari nelle dissonanze degli accordi? O nei ritmi in controtempo o sincopati? Nel gioco di “stretching” delle frequenze usato per variare i toni delle note? Prego, Sig. Viscido, siamo in attesa delle sue spiegazioni.

    Ah, forse non se n’è accorto, ma non ci sono “episodi” di sperimentazione: TUTTI i pezzi sono sperimentazioni. Il lavoro è stato fatto in particolare sulle voci, alterate, mescolate e sovrapposte tra loro, decostruite e riutilizzate come “mattoni” per creare sequenze nuove. Senza offesa, Sig. Viscido, ma le consiglierei di riascoltare il disco, perché può darsi che LEI lo abbia sentito come sottofondo in un supermercato e quindi non sia riuscito a valutarlo correttamente.

  4. tri tri 16 febbraio 2010 at 14:04

    bah…
    io c’ero al loro debutto a berlino e so lo Spettacolo che ho visto…
    qui che dire… c’è libertà di espressione, ma troppe volte sprecata.

  5. Antonio Viscido 16 febbraio 2010 at 16:25

    Carissimi lettori, sono emozionato perché la cosa che più mi fa piacere è scambiare opinioni. Bene sono alle risposte. Vi chiedo una cortesia, leggete tutte le risposte, non solo quella a voi indirizzata, ma anche le altre, che magari contengono elementi di completezza anche per la vostra risposta.
    Bene:
    @kitten – anch’io dico che il disco è piacevole, non sono d’accordo che sia un disco particolare, ed è proprio la banalità il mio principale “capo d’accusa”, banalità che non mi aspetterei dai nomi dei componenti del gruppo. I Coldplay mi avevano entusiasmato all’esordio, poi non hanno avuto una vera e propria evoluzione musicale e sono diventati ripetitivi e banali, ma sempre capaci di riempire gli stadi. Per il supermarket… eccesso di sarcasmo! Io al supermarket metterei “Music for Airport” di Eno.

    @car73 – Una volta ho sentito Mario Luzzato Fegiz dire che lui ascolta i primi 30 secondi di un disco e poi cambia canzone, tanto 30 secondi sono sufficienti, per lui, per capire e giudicare un disco. Quello è stato il momento nel quale ho deciso di iniziare a scrivere recensioni musicali. Io sono CONTRO NELLA MANIERA PIU’ ASSOLUTA A QUEL TIPO DI CRITICA MUSICALE. Cos’è successo allora? ho ascoltato più volte il disco degli Apparatjik e semplicemente non mi ha emozionato e l’ho scritto. In questo momento, mentre scrivo, lo sto riascoltando, come da voi suggerito, e la mia opinione non cambia, ma non per orgoglio, è una pura e semplice opinione. Ho 43 anni, ascolto musica da 37 anni, puoi crederci o meno, ho comprato dischi di gruppi che i critici disprezzavano amandoli in maniera viscerale (ad esempio gli Strangelove). Per questa ragione sono contento per voi che vi piaccia. Se poi per voi sperimentare vuol dire mettere un po’ di glitch, rumorini, e vocine sintetiche…bene, mettiamoci d’accordo sulla definizione di sperimentale. Allora questo è un disco dove si fa sperimentazione.
    Se poi Quiz Show non è vero che è una canzone carinissima che potrebbe stare benissimo in un disco dei Coldplay, ditemelo voi.

    @Claudia – Carissima Claudia, il mio ascolto dei dischi non ha mai pregiudizi, anche perché il mio più grande desiderio è quello di ascoltare sempre nuova musica, e sempre bella. Se poi, dopo essere stato deluso dall’evoluzione Coldplay, ascolto il disco “sperimentale” di uno dei loro componenti sperando in una cosa diversa…e mi trovo un disco che ha suoni un po’ diversi dai Coldplay e che è fatto con suoni che ho già sentito da anni dai Kraftwerk, Ultravox, Shamen, Depeche Mode, Radiohead e Coldplay, cosa devo dire, sono deluso! Il disco è carino, ma sono deluso!

    @tri tri – Mia/o Cara/o, felicissimo della tua presenza al loro debutto a Berlino. Magari ci fossi stato anch’io! lo avrei visto con piacere e mi sarei divertito tantissimo, ed avrei ballato e magari anche fatto due chiacchiere insieme e fatto amicizia. Ho solo espresso la mia opinione su un disco, divertente, che non cambierà la storia della musica, non credo che voi pensiate che lo possa fare! Non ditemi che è il nuovo OK Computer, vero che non lo pensate? Carissima/o tri tri, ricordati che la libertà di espressione non è mai sprecata.

    @tutti – spero che vi abbiano fatto piacere le mie spiegazioni, non dico che abbiano soddisfatto le vostre perplessità, o fatto cambiare opinione, ci mancherebbe altro. Ma ci tenevo a rispondere a tutti perché lo meritate visto che dimostrate la vostra passione per la musica. Inoltre ci tengo a precisare che noi che recensiamo i dischi per rockshock.it, lo facciamo per la grande passione per la musica che abbiamo, e lo facciamo con il massimo rispetto per la musica, i musicisti e chi la ascolta. Chiedo scusa se ho offeso le vostre sensibilità, ma la mia opinione sul disco rimane identica… così spero rimanga la vostra. Con affetto. Antonio Viscido.

  6. Kitten 16 febbraio 2010 at 20:44

    Grazie per la risposta.
    Secondo me il progetto nella sua integrità è innovativo. Ma rispetto pienamente gusto ed opinione altrui. Sono una fan degli a-ha e personalmente penso che purtroppo il mercato in Italia sia in generale troppo pilotato quindi anche se non proprio d’accordo con te ho gradito il fatto che questo disco sia stato recensito. Anche se magari alcuni passaggi possono essere un po’ sgradevoli per il mio gusto ( senza offesa ben vedi). Ma comunque… bene o male l’importante è che se ne parli, giusto?

  7. veronick 16 febbraio 2010 at 21:45

    E ‘facile criticare! Tu non eri a Berlino il 01.02.2010, sono venuto in Francia solo per vedere il loro spettacolo! Ho trovato le loro canzoni e ho avuto sorpresa eccellente con Antonella d’Italia che sono venuti a vedere e sentire uno spettacolo incredibile, super potente come la musica, gli effetti visivi.
    Ho visto un sacco insieme l’ultimo Coldplay è a Parigi nel settembre scorso, grande spettacolo, ma non c’era 40 minuti di felicità pura! La miscela di questi tre ragazzi è grande, e come ho detto, se non avete visto il loro primo Apparatjik Berlino inutile commentare l’album.
    Mi congratulo con voi per il vostro articolo in ogni caso i membri Apparatjik hanno nulla da dimostrare a nessuno come si suol dire in modo “Ti amo o ti odio …. Tu dici che sono POP ROCK! N Niente, niente ancora capito è tutto! I love me e per l’informazione ho 42, non quindi un fanatico ragazzi!

  8. veronick 16 febbraio 2010 at 22:02

    Je remet un commentaire car meme pour les votes c’est bloqué je leur met 5 étoiles !!!!

  9. David 16 febbraio 2010 at 23:52

    An unbelievably unjust response. The album has all the emotion of Coldplay, soul of U2 and dynamics of Muse. It was a breath of fresh air when I first listened to it and remains a masterclass in my eyes from four diverse musicians with even more strings to their bow than I had thought. It’s a blessing that they spared time from their usual bands to collectively write and record innovative music which is both musically accomplished and catchy enough to spawn at least four or five singles.

    I recently watched the Brit Awards which cause me no end of grief to see such acts as Muse, U2, White Lies and to a lesser extent Kasabian shunned to the background while far, far less talented products of the mainstream music industry such as JLS, Cheryl Cole and Lady Gaga picked up most of the awards. I believe the only award which U2 were nominated for was the one for ‘worst album’: a travisty from a band with more passion and musical ability in Edge’s beanie-hat than all of the pointless collection of lads in JLS could dream to muster. To sum up, most people regretfully listen to s**t while music such as this barely flickers on the radar of most and soon passes to the halflight in the shadow of Pixie Lott and that bloke who talks hip-hop without even so much as making it onto the end of the latest Now! CD. Disgrace.

  10. Antonio Viscido 17 febbraio 2010 at 01:10

    @Veronick – carissima, hai ragione, non ero a Berlino a vedere lo spettacolo, ho ascoltato il disco ed è il disco che ho commentato. Il mio commento, lo ripeto a tutti, non è positivo perché da loro mi sarei aspettato qualcosa di più; non posso scrivere che il disco è brutto, e non l’ho mai scritto, perché dentro c’è tanta musica di quella che ormai sono trent’anni e passa che ascolto e che mi piace. Solo questo, mi chiedo, è possibile ascoltare qualcosa di nuovo? Non ho scritto che sono pop rock, sono elettro-pop, e non è un’etichetta offensiva, io adoro i New Order, maestri del genere. Grazie per il tuo commento, un salutone.

  11. Antonio Viscido 17 febbraio 2010 at 01:39

    @David – Dear David, I don’t know if you read my replies to the feedback comments I’ve received. In your words there’s the answer to my rating : “The album has all the emotion of Coldplay, soul of U2 and dynamics of Muse”. You say emotion, soul and dynamics, I say sounds, the same old sounds. Nothing new, nothing that excites me, talking about music, I mean. The album is ok, I’ve only written that they could have done something better.
    I totally agree with you that the music industry is going towards a dangerous cliff, but my response doesn’t mean that I like JLS, Cheryl Cole or Lady Gaga. My first aim with music is to get emotions, and I’m sorry about that, but this album doesn’t give me any particular emotion. It’s not my fault, and it doesn’t mean that I like rubbish. Believe me. Thank you a lot for your comment, and please, keep on reading rockshock.it, you’ll find a lot of great music. And if you’ll read a review that you don’t like, I’m ready to listen to your reasons, and please, forgive my english! Your sincerly, Antonio Viscido.

  12. tri tri 17 febbraio 2010 at 09:57

    ho letto con interesse queste tue risposte, grazie delle spiegazioni e per aver cambiato il tono espressivo rispetto alla recensione.
    a me ha fatto piacere. alla prossima.

  13. Claudia 17 febbraio 2010 at 10:40

    Mi dispiace, ma continuo a NON capire in COSA questo disco ricorderebbe i Coldplay. Sinceramente, io non ci vedo assolutamente NIENTE dei Coldplay. E sinceramente non ci vedo nemmeno niente di “elettro-pop”, dato che il pop e il rock sono distanti anni luce dallo stile di questo album. Questo è elettronica pura.

    La mia posizione non dipende dal “gusto” o dal sentirmi in qualche modo “offesa”: a me questo disco NON piace particolarmente, a parte forse qualche canzone, perché non mi piace il genere. Ma le opinioni espresse mi sembrano talmente e assurdamente in contrasto con l’EVIDENZA delle caratteristiche di questo disco, che l’impressione che il giudizio espresso sia stato quantomeno troppo sbrigativo resta, e mi vedo costretta a reiterare la mia domanda (a cui non ho ricevuto risposta): in COSA queste canzoni ricorderebbero i Coldplay? in COSA sarebbero “sempre gli stessi vecchi suoni” (dato che, sinceramente, non credo di aver MAI sentito, almeno nel pop, suoni di questo genere)?

    Esempi e confronti sarebbero graditi, grazie.

    P.S. A scanso di equivoci, non faccio pazzie nemmeno per i Coldplay, quindi non sono “offesa” nemmeno da quel punto di vista

  14. Antonio Viscido 17 febbraio 2010 at 11:00

    @Claudia – buongiorno Claudia, tanto per iniziare mi permetto di darti del tu per semplificare lo scambio di opinioni. In secondo luogo, vorrei dirti di quanto mi faccia piacere avere uno scambio di opinioni di questo tipo, ovverosia civile e di persone competenti (anche se in questo esatto momento, non hai questa opinione di me!). La tua richiesta sarà esaudita in brevissimo tempo e ti assicuro che troveremo un punto di contatto comune. La cosa importante è sempre dare una definizione alle cose, una volta definite le categorie, la tassonomia sarà molto più semplice. Però bisogna essere d’accordo sulle definizioni. Per adesso ti auguro una buona giornata. :-)

  15. car73 17 febbraio 2010 at 11:37

    @Antonio: grazie per le risposte.
    Già che siamo in vena di scambio di opinioni tra persone competenti, ti chiedo cortesemente di delucidarci anche per quanto riguarda una tua ulteriore affermazione che (accipicchia… di nuovo!) mi dà l’impressione che i tuoi giudizi siano stati un tantino superficiali, ovvero quella relativa al loro sito web da te definito: “anch’esso banalotto”.

    Ci puoi dire quanto tempo hai navigato sul loro sito prima di trarre questa tua conclusione?

    Te lo chiede una persona che a navigare su quel sito ci ha trascorso davvero molto tempo, e che nonostante ciò vi trova ogni giorno delle cose nuove ed inesplorate.

    Premesso che rispetto pienamente anche le opinioni negative (si tratta sicuramente di musica e di arte particolari, che alla massa possono non piacere)…ahimè, ancora una volta ho l’impressione che – come per la tua recensione relativa ai brani – i tuoi giudizi ed il tuo maldestro tentativo di sarcasmo (quello relativo al supermarket, per intenderci) siano purtroppo i classici giudizi espressi da coloro che non riescono a guardare oltre alla superficie delle cose…
    Aspetta, a meno che… tu non abbia agito così per per il puro scopo di aumentare i “click” alla tua recensione; in questo caso puoi ritenerti soddisfatto… complimenti hai fatto centro!

  16. HolyGround9505 17 febbraio 2010 at 18:59

    il mio italiano non è famoso, ma se posso fare un commento

    Penso che la perfezione e recensione in musica non è una buona cosà, i più grandi compositori non sapevano nemeno leggere le note.

    non sono qui per difendere un album, il suono è commerciale e da supermercato, ma per sostenere le convinzioni di questi uomini.
    Apparatjik deve guardare su Apparatjik Wikipedia.

    e sì non c’è davvero per sviluppare la creatività musicale quando afferma disfunzioni all’interno del showbise e administativo ecc ecc… (sovraccarico, big boss label, o altro )
    ma loro sviluppa la creatività emotionale e deve essere vuoto per fare entrare l’emotione

    Non capisco perché dovrebbero essere classificati in una categoria. nel loro sito ufficiale si legge :

    Membres :
    Guy A
    Magne A
    Martin A
    Jonas A
    Every Apparatjik
    Genre :You Tell Us
    Originaire de :The Outland
    Maison de disques :Meta Merge Un

    duque così si può definire da la società, essi saranno già catalogato vuoto . lo specchio della società ?

    Sto solo dicendo di ascoltare con il cuore e la mente, la musica e niente strutura .

    E penso, hanno dimostrato con loro band que sono veri artisti con cuore e anima.

    Beh torno ad ascoltare questo album meraviglioso interessante creatività vuota, ma emozioni forti.

    ma hanno detto loro. vi piace o non vi piace la musica Apparatjik .

    Saluti

  17. Antonio Viscido 17 febbraio 2010 at 23:16

    Tra un po’ le risposte ai vostri commenti

  18. Antonio Viscido 18 febbraio 2010 at 00:14

    Eccovi le risposte che mi avete chiesto. Scusate il ritardo. Buona lettura:

    @Claudia – scusami per l’attesa della risposta, che considero doverosa nel tuo caso, ma che non ho intenzione di fare ogni volta che critico non positivamente un gruppo, lo faccio una volta solo per cercare di dimostrare che se dico qualcosa è perché so di cosa sto parlando. Poi le opinioni sono belle perché sono opinioni! :-)
    Iniziamo con le definizioni: quando parlo di musica elettronica, io parlo di Aphex Twin, Vladislav Delay, Autechre. Se parlo di elettro-pop-rock, allora ci mettiamo dentro New Order, Depeche Mode, Ultravox e così via! Secondo me gli Apparatjik, rientrano di più in questa seconda categoria rispetto alla prima. Usare strumenti elettronici per fare musica non vuol dire necessariamente essere pionieri o sperimentatori. Se poi, come dici te, hanno fatto mille esperimenti di campionatura, stretching vocale, destrutturazione e ristrutturazione, ed il risultato è questo… sono ancora più convinto della mia opinione, potevano fare di più.
    Mi hai chiesto degli esempi, ed io ti porto degli esempi, ma con delle regole di lettura, ovverosia, i miei esempi non indicano dei plagi, non dico che gli Apparatjik hanno copiato delle canzoni, voglio solo dire che i suoni, i tempi, i ritmi, le strutture, le atmosfere sono già sentite, e ti faccio degli esempi di dove puoi trovare le mie indicazioni. Ho cercato di usare esempi i più popolari possibili, e non indicarti sconosciuti gruppi della scena neozelandese del secolo scorso.
    Non solo, gli esempi che ti porto sono tutti di gruppi e brani che mi piacciono, quindi non sono riferimenti denigratori. Concedimi l’ironia, per piacere. :-)

    Iniziamo:

    Deadbeat – direi che troverai molti di questi suoni nei dischi degli inizi anni ’90 dei Nine Inch Nails, con molto più carattere. Disco di riferimento: Fragile, 1992.

    Datascroller – eccoci nei favolosi anni ’80 dei Soft Cell di Bedsitter, con un gocciolino di Bronski Beat.

    Snow Crystals – ah, i Depeche Mode di Violator, 1990, che belli!

    Supersonic Sound – gli Ultravox nel loro massimo splendore, riferimento All Stood Still del 1981

    Arrow and Bow – L’inizio, in questo caso, mi ricorda (clamorosamente) gli Shamen di Re:Evolution del 1992, poi le atmosfere cambiano per tornare stile Ultravox

    In a Quiet Corner – A mio avviso non sfigurerebbe in un album dei Coldplay e neanche dei Blur ultima fase; però che ne pensi di Pioneer to the Falls degli Interpol, 2007! (brividi!)

    Josie – anche qui i Soft Cell sono sparsi nei ritmi e nei suoni

    Antlers – in questa in pratica ci sento tutti quelli che ho citato prima, in una struttura semplice semplice.

    Electric Eye – mi ricorda i New Order di Low Life, 1985 ma senza il basso di Peter Hook

    Look Kids – l’attacco alla Second Home by the Sea dei Genesis accellerata per poi in chiusura diventare un brano alla Sigur Ros, dove però si capiscono i testi! :-) se poi i rumorini finali sono la sperimentazione elettronica… (vale per tutti i brani dove ci sono i rumorini finali!)

    Quiz Show – e riecco il piano dei Coldplay, la cadenza marziale, una Life in Technicolor rallentata.

    Ecco fatto, sicuramente non sarai soddisfatta, sicuramente avrai da ridire, però, ti prego, ora basta :-), accetta il fatto che, per me, il disco degli Apparatjik è carino ma banale, che se è di sperimentazione elettronica, non è così evidente; è solo la mia opinione, basata sulla mia esperienza di ascoltatore. Io sono estremamente contento se ti piace e se te lo godi, te lo assicuro. Un abbraccio.

    @car73: prego, non c’è di che.
    ATTENZIONE, LE PROSSIME RIGHE DI TESTO SONO AD ALTO TASSO DI SARCASMO, PER CUI SE SIETE SENSIBILI A TALE FORMA DI COMUNICAZIONE UMORISTICA, SIETE PREGATI DI NON CONTINUARE CON LA LETTURA.SI FA PER RIDERE!
    Sul sito degli Apparatjik, ci sono stato abbastanza tempo per annoiarmi alla grande: dopo aver visto le fantasiosissime formule matematiche che nascondono i nomi delle canzoni (grandi!), il loro statuto in cirillico (che sperimentazione!), qualche foto di loro a sciare (beati loro!) o pixellati (ma come fanno a farle!?), delle immagini e dei video di funzioni 3D e l’esaltazione di un cosmologo, oltre ovviamente ai vari collegamenti a Facebook, Twitter, il tutto fatto con un pochino di Flash e con una grafica che talvolta può ricordare il sito dei Radiohead, be’, dopo tutto questa immersione totale nella sperimentazione geniale, forse sovrastato da un così alto carico di cultura scientifica e di arte, sono andato a rivedermi il sito dei KONG STUDIOS dei Gorillaz. Provalo, è divertente!
    Carissimo car73, che forse significa che ti chiami Carlo e sei nato nel ’73 (hai chiesto di entrare negli Apparatjik?), ti assicuro che non è mia intenzione offendere nessuno e che non ho intenzione di alzare la tensione su uno scambio di opinioni assolutamente piacevole, però ti posso garantire che le cose non le faccio in maniera superficiale, soprattutto se riguardano la musica, e che se reputi il sito degli Apparatjik, un qualcosa che la massa non può capire perché ignorante e belluina, forse credo sia il caso per te di approfondire un po’ gli studi di comunicazione su web, su cos’è l’arte sperimentale, su cosa si può fare con l’elettronica. Forse lo sai anche, e me ne scuso, però adesso tocca a te l’onere della prova! Un cordialissimo e sincero saluto di buona serata.

    Con simpatia.

    Antonio Viscido.

  19. Antonio Viscido 18 febbraio 2010 at 00:25

    Scusate, c’è un refuso: il disco dei Nine Inch Nails – The Fragile, è del 1999 e non del 1992, scusate, me ne sono accorto dopo aver postato il commento. L’orario!!! Ciao!

  20. car73 18 febbraio 2010 at 08:47

    “abbastanza tempo per annoiarmi alla grande”: e vabbè, peccato per te!
    Perdonami ma le tue parole non fanno che confermarmi nuovamente la mia impressione iniziale, riassunta in un’unica parola: superficialità.
    Detto ciò passo e chiudo; lungi da me l’intenzione di annoiarti ulteriormente!!!
    Buon lavoro!
    Carlo (nato nel 1973 e dotato di molta più fantasia di quanto tu pensi!!! :))

  21. Antonio Viscido 28 febbraio 2010 at 15:15

    @Car73 – Ciao Carlo, nella risposta ti sei dimenticato l’onere della prova! :-)

    @Claudia – Ciao, non mi hai fatto sapere più niente, avrei desiderato un breve commento alla mia risposta. In ogni caso, saluti. :-)

    Un grazie a tutti per i commenti.

  22. norgegirl 24 gennaio 2011 at 14:10

    E’ con piacere che annunciamo l’apertura di http://www.apparatjik.it/
    Il primo sito italiano dedicato agli Apparatjik.

  23. Alessandro Paldo 27 febbraio 2011 at 19:25

    Scusate ma non sono d’accordo sullo stillicidio dei Coldplay. Li stiamo usando come spauracchio. Ma in realtà potrebbero essere un modello, o comunque un buon esempio da cui partire.
    Non sono sicuramente loro il male assoluto, e non sono così scontati come si vuol far credere.
    Certo non sono i maghi della sperimentazione, ma rimangono un ottimo gruppo.

  24. cosmo 15 novembre 2011 at 13:23

    Lo scorso 11 Novembre 2011 gli Apparatjik hanno reso disponibile in maniera gratuita una applicazione per iPad scaricabile da ITunes nella quale, tra le altre cose, è contenuto l’intero nuovo album intitolato ‘Apparatjik World’ del quale saranno rese disponibili altre versioni il prossimo 21/02/2012.
    La tracklist di Apparatjik Word è la seguente:

    Time Police
    Sequential
    Your Voice Needs Subtitles
    Signs of Waking
    Past
    Combat Disco
    Do It Myself
    (Dot Comma Comma Dot)
    (Don’t Eat The Whole) Banana
    92Mo
    Super-Positions
    Control Part

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