Antonio Di Lena: Ermetica
Antonio Di Lena
Ermetica
(Cd, Pink Room Studio)
noise, rock, grunge
Personalmente evito di dare giudizi troppo negativi, questo perché non sono il recensore fighetto e fieramente indie, quello che, appena la sua band finisce in classifica la rinnega e corre a nascondersi dietro i suoi fieri Motorpsycho o gli Einsturben Neubauten di turno, (giusto perché il nome fa tanto figo e i punkettari californiani scappano al solo sentirlo).Non butto palate di concime sopra chi semplicemente non mi gusta. Questo perché ho diversi amici musicisti e forse capisco più di altri il lavoro che c’è dietro l’incisione di un piccolo Ep, quindi figuriamoci dietro quella di un disco completo.
Ma purtroppo, come bisogna essere obiettivi nell’evitare di demolire per semplice sport un’artista onesto, che ha sudato e a volte anche studiato, esiste anche il principio opposto: bisogna essere abbastanza realisti dall’ammettere quando in un gruppo proprio non riesce a trovare una carta vincente.
Purtroppo è questo il caso del giovane Antonio Di Lena e del suo Ermetica.
Questo lavoro è il frutto di alcune sessioni di registrazione presso il Pink Room Studio. Probabilmente e stato registrato con microfoni cinesi e saturato da pessimi amplificatori attaccati ad un distorsore acquistato in fiera.
Il giovane Antonio è appunto giovane, quindi può ancora maturare, ma deve capire che non basta far fischiare un’ampli (e per giunta sicuramente a transistor, dal suono finto come una moneta da tre euro) per imitare i suoi idoli Nirvana o, per restare più sullo stivale, Manuel Agnelli & Co.
Il noise è un genere suonato a caso solo per chi non lo conosce (categoria al quale probabilmente appartiene Di Lena?): strutture sonore sbilenche, sporche e senza molto senso, una voce che almeno canta in italiano e quindi fa capire il livello dei testi. Per inciso il livello non è alto e il cantato è abbastanza sgraziato (per essere buoni).
Data la scarsità dei mezzi poteva optare per un demo acustico, almeno per limitare i danni, ma ha preferito abusare di sferzate elettriche da dilettante, per giunta non sorrette da alcuna batteria (forse perché la batteria è difficile da incidere?).
Per quelli del Pink Studio: sono un sostenitore di chi offre uno spazio ai giovani per suonare qualche accordo, inoltre immagino che nel Salento (zona dal quale proviene Di Lena), non ci siano certo tante strutture simili. Ma non bisognerebbe improvvisarsi produttori.
Non me ne vogliate, ma è meglio ritentare. Buona fortuna.
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Ciao,
sono Giuseppe il responsabile e l’ideatore del progetto PINK ROOM studio.
Ho letto la tua recensione e su molte cose non posso darti torto (ad esempio quando parli delle poche strutture che ci sono a disposizione dalle nostre parti!)Proprio per questo bisogna chiarire, però, una cosa: il PINK ROOM studio non è uno studio di registrazione(forse qui abbiamo sbagliato noi a non chiarire bene la cosa), cioè, in poche parole non abbiamo a disposizione nessuno strumento professionale e per giunta abbiamo pochissimi fondi.
Quello che stiamo cercando di fare è l’offrire un rifugio dove la musica che spesso viene ignorata possa sentirsi a “casa”.
Infatti non facciamo i produttori per professione, ne tantomeno io (che ho registrato il cd di antonio) faccio il tecnico del suono.
Ora il PINK ROOM si è costituito come consorzio musicale e sta cercando di promuovere a 360° una scena musicale spesso lasciata in disparte: stiamo aprendo una web radio, produrremo a fine anno una compilation e stiamo organizzando eventi live.
Posso assicurarti che in tanti ci stanno contattando perchè interessati al progetto.
Nonostante i nostri scarsi mezzi e la nostra scarsa professionalità mi sembra che ci sia sempre più bisogno di queste idee e che il nostro progetto non sia proprio da buttare via.
senza rancore
giuseppe
http://www.pinkroomstudio.blogspot.com
http://www.myspace.com/pinkroomstudiomusic
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