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65daysofstatic: We Were Exploding Anyway

Scritto da – 3 maggio 2010 –Nessun commento

We Were Exploding Anyway

(Cd, Hassle Records)

elettronica, post rock

_______________

65daysofstatic: We Were Exploding AnywayCe lo aspettavamo. Già dalla pubblicazione del singolo Weak4 e dalle varie performance live (compresa la data di Roma dello scorso 20 aprile), per i 65daysofstatic il cambiamento era nell’aria. Con We Were Exploding Anyway il gruppo di Sheffield ha decisamente scelto la strada dell’elettronica ed il drumming di matrice dance come nuovo punto di riferimento per la propria musica.

Si parte subito con Mountainhead che il realtà mantiene quasi inalterate le posizioni post-rock, ma è soltanto l’inizio della graduale metamorfosi.

Con il passare del tempo si fa luce di quello che è l’album; il crescendo di sintetizzatori e laptop si fa sempre più ossessivo e raggiunge un primo livello con la lotta da ritmo tribale in Dance Dance Dance, cui nome non poteva essere più azzeccato. Doppia base drum machine e batteria classica, al ritmo di un Carnevale di Rio su un carrozzone di metallari.

Tutto l’album è uno scoprire della fantasia compositiva della band, che passa con disinvoltura dalla sfuriata simil Prodigy del già citato singolo, alla bella sorpresa in Come to Me, arricchita dalla voce, sintetizzata e non, di Robert Smith dei Cure

La chiusura rappresenta il definitivo passaggio di consegne. Si parte con il ritorno alle origini di Debutante, con i suoi melodici beat asincroni e quadrati, sfociando però in Tiger Girl che lascia poco spazio alle interpretazioni. Base tecnho-dance da discoteca, dove a tratti sembra mancare solo il vocalist per completare l’opera, che esplode poi nel finale tutto caos, elettronica e chitarroni noise.

L’avevamo detto e previsto da diverso tempo che il comeback dei 65DoS sarebbe stato diverso. E l’attesa non è andata sprecata.

P.S.: per il momento, dal sito ufficiale della band ci sono un paio di mp3 e di wallpapers da scaricare gratis.

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